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martedì 24 febbraio 2015

IN TRIBUNALE TESTIMONIA IL CAPITANO DELLA FINANZA. ERA STATO TRASFERITO NEL BEL MEZZO DELL'INCHIESTA

CronacaQui Torino di sabato 21 febbraio 2015, pagina 2
IN TRIBUNALE TESTIMONIA IL CAPITANO DELLA FINANZA. ERA STATO TRASFERITO NEL BEL MEZZO DELL'INCHIESTA
Francesco Mangano sorprende la platea per la straordinaria conoscenza del fascicolo
 
 
Francesco Maria Mangano, capitano della Guardia di Finanza di Torino. E lui, in aula 3, il protagonista indiscusso dell'udienza che di fatto apre il lungo dibattimento sulla vicenda dei rimborsi spese degli ex consiglieri regionali di Palazzo Lascaris. Con una deposizione ritenuta da più parti «impeccabile», l'uomo delle Fiamme Gialle che ha letteralmente stanato i furbetti degli scontrini elenca oggi colpe ed errori degli imputati con una precisione quasi maniacale e un rigore di stampo teutonico. Una macchina da guerra che non conosce avversari, un computer di ultima generazione che sorprende piacevolmente chi assiste a bocca aperta alla sua deposizione.
Una deposizione che dura cinque lunghe ore e solleva di tanto in tanto brusii di approvazione tra il pubblico, gli avvocati e i pubblici ministeri. Persino il giudice, dinanzi a una conoscenza quasi assoluta del caso trattato, sorride divertito. Nomi e cognomi dei protagonisti, dei loro consorti e familiari, date e località in cui sono maturati i misfatti, cifre spese dagli imputati e somme totali dei rimborsi richiesti e ottenuti. E poi codici, leggi, articoli e commi di quelle stesse leggi. E reati naturalmente commessi. Di Francesco Maria Mangano si era parlato durante lo svolgimento delle indagini, ma non per i contenuti dell'inchiesta quanto per uno strano trasferimento d'ufficio che lo aveva investito in pieno prima che i pm depositassero in cancelleria la chiusura dell'inchiesta. Dalla sezione "tutela spesa pubblica nazionale", di cui era comandante, Mangano era stato trasferito a quella della "grandi verifiche fiscali", sempre a Torino. Una promozione, almeno da un punto di vista ufficiale. Una promozione che aveva tuttavia destato non poco stupore, soprattutto tra i pubblici ministeri. I magistrati avevano infatti ottenuto che il capitano portasse a termine gli ultimi accertamenti dell'inchiesta prima di lasciare l'incarico. Qualcuno si era forse lamentato dell'eccessivo zelo dell'ufficiale?
G.fal.

sabato 11 maggio 2013

Sport: Gdf Piemonte alla 'Festa per Torino 2015'


Sport: Gdf Piemonte alla 'Festa per Torino 2015'

Torino, 10 mag. (Adnkronos) - La Guardia di Finanza del Piemonte scende in campo e partecipa attivamente alle iniziative legate alla ''Festa dello Sport per Torino 2015'', organizzata dal Comune per questo fine settimana, con un programma che coinvolge diverse aree cittadine nell'ambito dell'evento ''Torino 2015 Capitale Europea dello Sport''. In questa cornice, domani pomeriggio, con inizio alle ore 15, allo Stadio ''Primo Nebiolo'' di Torino sara' di scena la 1^ Edizione dei Giochi Sportivi - Guardia di Finanza Piemonte, organizzata dall'Associazione Dilettantistica Sportiva (A.S.D.) della Guardia di Finanza, della quale fanno parte 400 militari del Corpo, i loro familiari e gli affezionati all'Istituzione, che con i loro contributi autofinanziano una manifestazione patrocinata dal Comando Regionale Piemonte del Corpo, dall'assessorato comunale allo Sport e dal Cus Torino. Davanti a diverse Autorita' civili e militari e ad alcuni campioni olimpici ed iridati del Gruppo Polisportivo delle Fiamme Gialle, presenti sugli spalti, saranno 150 i militari delle fiamme gialle in servizio in Piemonte, di qualsiasi grado ed eta', che scenderanno in pista e si daranno battaglia in alcune gare di atletica leggera, velocita', mezzo fondo veloce, salti in alto ed in lungo e nei lanci del peso e disco. Tra gli ''atleti'' ai blocchi di partenza anche il generale Carlo Ricozzi, Comandante Regionale del Piemonte, impegnato nei 1.500 metri. L'iniziativa e' scaturita dalla volonta' di diffondere la cultura della pratica sportiva tra i militari del Corpo, per favorirne il benessere psico-fisico ed esaltarne lo spirito di corpo e di aggregazione, con l'auspicio che possa trarne vantaggio anche l'attivita' di servizio che svolgono quotidianamente a contrasto dell'illegalita' economico-finanziaria.

venerdì 20 luglio 2012

Cuneo: Gdf, disposto accorpamento compagnie di Alba e Bra



 
Torino, 19 lug. - (Adnkronos) - Dal prossimo primo agosto, le compagnie della Guardia di Finanza di Alba e Bra saranno accorpate. Il comandante generale della Guardia di Finanza ha infatti disposto la soppressione della Compagnia di Alba a decorrere dal prossimo mese .
"Il provvedimento - spiega una nota - si inserisce nel processo finalizzato a razionalizzare la dislocazione dei reparti sul territorio, nell'ottica di potenziarne l'operativita', ottimizzare le risorse disponibili e ridurre all'essenziale le fonti di spesa".
La competenza sui comuni e sui territori attualmente compresi nella circoscrizione della compagnia albese passera' alla compagnia di Bra, che verra' opportunamente potenziata sotto il profilo della consistenza organica e dei mezzi a disposizione

Guardia di Finanza, addio a Cuorgnè: alto Canavese accorpato a Lanzo

Tra poco meno di due settimane, ovvero dal 1° agosto, chiuderà la caserma della Guardia di Finanza di Cuorgnè. Per competenza territoriale, i Comuni dell'alto Canavese, come Favria, Forno, Levone ed altri centri confinanti con l'area di Ciriè, passeranno sotto il comando della Tenenza di Lanzo, guidata dal luogotenente Pietro Accardi. Rivarolo, Cuorgnè e Castellamonte, invece, saranno sotto la giurisdizione del comando di Ivrea, guidato dal capitano Serena Gallozzi. La chiusura della Brigata è stata comunicata nei giorni scorsi dal generale Giuseppe Gerli, comandante provinciale delle Fiamme Gialle. Un fulmine a ciel sereno che segue le altre riduzioni dei servizi, come l'ospedale, le Poste e l'Agenzia delle Entrate.

http://www.ilrisveglio-online.it

sabato 5 maggio 2012

Torino, scoraggiato da cassa a tempo desiste da colpo in banca: bloccato rapinatore

Torino, 4 mag. - (Adnkronos) - Un uomo di 35 anni, incensurato e disoccupato da tempo, e' stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Orbassano (To), subito dopo un maldestro tentativo di rapina in un istituto di credito di Nichelino, nel torinese. I finanzieri, in servizio per il controllo degli scontrini, sono stati insospettiti dal comportamento del 35enne che insieme al complice si stava allontanando dalla banca e, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a bloccarlo mentre l'altro uomo e' riuscito a fuggire.

Da quanto accertato i due erano entrati nella filiale e avevano spintonato e minacciato la cassiera, simulando una pistola con la mano nel giubbotto, per farsi consegnare un'ingente somma di denaro appena depositata dagli agenti della Mondialpol. La donna, spaventata, aveva digitato il codice per aprire la cassaforte ma quando i due si erano accorti che avrebbero dovuto aspettare mezz'ora perche' il meccanismo temporizzato si aprisse, erano fuggiti. Nell'auto e nell'abitazione del malvivente i finanzieri hanno sequestrato due coltelli e uno sfollagente nonche' elementi utili all'individuazione del complice.

martedì 10 aprile 2012

Debiti per oltre sette milioni di euro - 6 denunce per bancarotta fraudolenta

La Guardia di Finanza ha denunciato sei persone per l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta e ha proceduto al sequestro preventivo dei beni di due imprese, la Italtechnique di Rivoli e la All Energy & Architecture Moncalieri, in provincia di Torino. I provvedimenti sono stati adottati nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della ditta All Neon Plus di Orbassano, che operava nel settore degli impianti fotovoltaici e che aveva accumulato debiti per oltre sette milioni di euro tra il 2004 e il 2010. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i soci della All Neon Plus, prima della nomina del curatore fallimentare, avevano sottratto dalle casse societarie consistenti somme di denaro e falsificato i relativi bilanci, esponendo come esigibili rilevanti importi per crediti di fatto inesigibili e non indicando costi di gestione effettivamente sostenuti. Gli oltre 30 dipendenti della ditta, così, si trovarono da un giorno all’altro senza lavoro e i fornitori senza la possibilità di recuperare i loro crediti. I finanzieri, coordinati dal pubblico ministero Ciro Santoriello della Procura di Pinerolo, hanno poi accertato che i responsabili della All Neon Plus avevano ceduto molti beni, soprattutto macchinari ed autoveicoli, ad altre società appositamente costituite, tra cui spiccano la Italtechnique di Rivoli e la All Energy & Architecture di Moncalieri. A essere sequestrati sono proprio tali beni, che verranno messi all’asta al fine di recuperare parte delle somme reclamate dai creditori. Gli approfondimenti delle Fiamme Gialle hanno inoltre consentito l’individuazione di tre milioni di euro di imposte non corrisposte a vario titolo all’Erario e circa un milione di euro di ritenute previdenziali non versate. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/449604/

venerdì 23 marzo 2012

La Finanza scova i beni dei trafficanti di droga

di claudio laugeri (da La Stampa on line del 23-03-2012) Appartamenti, negozi, moto di grossa cilindrata e automobili per un milione di euro. Tutti beni acquistati grazie ai proventi di un vasto traffico di droga. Li ha sequestrati nelle ultime ore la Guardia di Finanza di Torino. Si tratta di provvedimenti che fanno seguito ad una operazione condotta condotta tra il 2009 e il 2011, quando i militari delle Fiamme Gialle sequestrarono 280 chili di stupefacenti, destinati al mercato torinese, denunciando 54 trafficanti, 27 dei quali arrestati poi lo scorso 8 febbraio. Dopo aver fatto scattare le manette, però, le indagini non si sono fermate. Anzi, sotto la lente di ingrandimento è finito il gruppo dei «capi» (cinque persone) della banda: seppure non avessero mai dichiarato alcun reddito, sono risultati proprietari, direttamente o attraverso familiari e prestanome, di beni definiti «di rilevante valore». Grazie ad uno specifico software elaborato dal Comando Generale della Guardia di Finanza, sono stati incrociati i dati patrimoniali dei 54 indagati e dei loro familiari con i dati ottenuti nei due anni di intercettazioni telefoniche e le informazioni acquisite attraverso appostamenti e pedinamenti. Scoprendo che nella disponibilità di tutti questi nullatenenti c’erano invece un’agenzia di scommesse, un solarium con annesso centro benessere, sette appartamenti, due moto, quattro automobili, un autocarro, un box auto e sette conti correnti bancari. La Procura ha disposto il sequestro dei beni e delle aziende, tutte ubicate nel centro di Torino. Nel corso dell’operazione le Fiamme Gialle hanno anche rintracciato e portato in carcere alle Vallette uno degli indagati che si era trasferito in Spagna ma che deve scontare 2 anni e 8 mesi di carcere dopo che i finanzieri lo avevano arrestato perchè trovato con 600 grammi di hashish. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/447358/

mercoledì 21 marzo 2012

Gli asciugamani taroccati vanno in beneficenza

Settemila tra asciugamani e accappatoi con marchi taroccati sono finiti in beneficenza. Per ordine del giudice. La consegna è stata fatta alcuni giorni fa dai finanzieri del Gruppo Torino, che hanno ottenuto dal giudice Elisabetta Gallino l'autorizzazione a recuperare quella merce sequestrata nel 2003 in un'operazione contro la contraffazione dei marchi. Asciugamani e accappatoi erano griffati "Navigare" e avrebbero arricchito il commerciante che li aveva in magazzino, pronto a venderli come fossero autentici. La Guardia di Finanza era intervenuta e aveva sequestrato tutto: 15 mila "pezzi", che comprendevano anche valigie e altri oggetti dove non era possibile asportare i marchi contraffatti. Secondo la legge, il materiale è destinato alla confisca e alla distruzione, ma c'è la possibilità di recuperare la merce per un utilizzo umanitario. Senza i marchi fuorilegge, è ovvio. E così è stato. http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/128130/

martedì 13 marzo 2012

Povero con 3,5 milioni di euro scoperto dalla GDF di Torino

Ufficialmente nullatenente, sconosciuto al fisco, ma con un tesoro in Svizzera. Un milione e mezzo di euro, frutto di truffe, furti, emissione di assegni a vuoto, da ripulire e far rientrare in Italia con lo scudo fiscale. Il patrimonio, pronto per essere investito in fondi azionari, nazionali ed esteri, sarebbe stato intestato alla convivente russa dell'uomo. Lui 55 anni, di Catanzaro, era già stato oggetto, nel 2010, di un sequestro da parte della Guardia di Finanza da due milioni di euro: nove immobili in Piemonte e Lombardia, fra cui un appartamento in centro a Torino, una Bmw da 70mila euro, diamanti e quote di una società immobiliare, sempre intestate alla donna slava, anche lei "povera" per la dichiarazione dei redditi. Adesso il tentativo di riciclaggio, scoperto dagli uomini del Nucleo di Polizia tributaria di Torino, coordinati dalla Procura, grazie alla segnalazione di un'operazione sospetta fatta da un istituto di credito alla Banca d'Italia. Immediato il campanello di allarme e i controlli, le norme sullo scudo, infatti, non consentono di regolarizzare denaro e beni di provenienza illecita, facendoli rientrare dall'estero attraverso canali ufficiali. E' salito così a 3,5 milioni di euro il totale dei beni riconducibili alla coppia su cui le Fiamme Gialle hanno messo i sigilli. Un patrimonio sproporzionato rispetto alle entrate ufficialmente dichiarate al fisco dall'uomo e dalla campagna, di cui i due dovranno dimostrare la provenienza. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/446227/

lunedì 20 febbraio 2012

Coppia di badanti sorpresa a Caselle con 16 chili di cocaina

La coppia viaggiava con tanti bagagli. Troppi per sperare di non attirare l’attenzione dei finanzieri in servizio all’aeroporto di Caselle. Così, giovedì sera i militari hanno scoperto 16 chili di cocaina purissima nascosti in barattoli per il latte in polvere e coperti di caffé, utilizzato per ingannare l’olfatto dei cani. In cella sono finiti Luis Elmer Tantavilc Medina, di 38 anni, e la coetanea Marianella Manco Rudhy Pacheco, entrambi badanti e di origine peruviana, residenti in Borgata Parella, a Torino. I finanzieri hanno ricostruito il tragitto della coppia, che viaggiava con alcuni familiari, risultati estranei alla vicenda. Secondo gli accertamenti dei militari, Luis e Marianella erano partiti da Torino a metà gennaio diretti a Lima, dove sono rimasti fino all’altro giorno, quando hanno preso un aereo che ha fatto scalo a Madrid prima di arrivare al «Sandro Pertini» di Caselle, poco dopo le 18. Da tempo, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli negli aeroporti. L’attenzione è concentrata sui traffici di droga e di valuta. Attività illecite sovente collegate. Anche se con percorsi inversi. Nelle ultime settimane, i militari hanno bloccato alcuni corrieri che trasportavano cocaina con il sistema degli «ovuli» ingoiati e tenuti nello stomaco per tutto il viaggio. Una modalità rischiosa, che consente di trasportare poco più di un chilo di droga alla volta. Poi, c’è il metodo del «mascheramento». Fino a una decina d’anni fa, era l’unico. Offre opportunità ben diverse, consente di trasportare anche decine di chili con un solo viaggio. La controindicazione, questa volta, è per le organizzazioni criminali: nell’eventualità di un controllo, perdere grandi quantità di droga rappresenta un danno molto rilevante. Nel sequestro di giovedì a Caselle, i trafficanti hanno perso quasi 5 milioni di euro. La droga era nascosta in una decina di barattoli metallici per il latte condensato. A prima vista, sembravano nuovi. Parte alta e parte bassa intonse. Questo perchè i trafficanti avevano tagliato le confezioni sul lato e poi avevano coperto il taglio con l’etichetta. E’ stata l’intuizione di un finanziere a consentire di svelare il trucco. I militari hanno lavorato assieme ai funzionari della dogana e hanno controllato con molta attenzione i bagagli della coppia e dei parenti che viaggiavano con loro. Ne aveva tre ciascuno. La droga era nella valigia di Marianella. Sequestrata la droga e arrestati i corrieri, la Guardia di Finanza cercherà di capire da dove arriva la cocaina. E soprattutto, a chi era destinata.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/443107/

venerdì 17 febbraio 2012

Torino, smascherata falsa cieca

Nei guai una 60enne di Pinerolo. Incastrata dai video della Finanza mentre guarda vetrine di negozi e attraversa la strada. Sequestrati il conto corrente e gli immobili di ANTONIO GIAIMO (La Stampa del 17.02.2012) Agata, 60 anni il prossimo mese, si è finta cieca per anni. Originaria di Castelbuono, un paese in provincia di Palermo, abita con il marito a Pinerolo. In 8 anni è riuscita ad incassare dall’Inps 235.000 euro. Ma il raggiro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Pinerolo, che ieri ha convocato la donna per notificarle un provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Pinerolo, Alberto Giannone, di sequestro di tutti suoi beni: alloggi e conto corrente. Agata è stata denunciata per truffa. Per settimane le Fiamme gialle hanno seguito tutti i suoi spostamenti, l’hanno filmata mentre attraversa la strada, davanti alla stazione, tirando il carrellino della spesa, nessun bastone bianco o occhiali scuri, lei incede sicura e si ferma sulle strisce pedonali quando arrivano le macchine, prima di attraversare guarda a destra e a sinistra. Evita anche un passeggino che un finanziere spinge verso di lei. Al mercato controlla i prezzi di frutta e verdura prima di fare acquisti e guarda con attenzione le vetrine. Al polso porta l’orologio. Agata alla fine si tradisce quando un finanziere con un pretesto le chiede se le hanno rilasciato lo scontrino fiscale e redige un verbale studiato ad arte. Lei lo firma senza nessuna incertezza. Non sospetta niente e come tutti i giorni torna a casa dal marito. Dopo che le hanno notificato il provvedimento la donna si è chiusa in uno stretto silenzio. Muta. Ma quelle immagini, finite sul tavolo del sostituto procuratore Ciro Santoriello, parlano per lei. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/442878/

giovedì 9 febbraio 2012

Traffico di droga con l'Olanda blitz della Finanza, 27 arresti

Un traffico internazionale di sostanze stupefacenti fra l'Olanda e l'Italia è stato stroncato dalla Guardia di Finanza che, in un'operazione scattata nella notte e tuttora in corso, ha arrestato 27 persone e ha sequestrato 280 chili di hashish, marijuana e cocaina. Oltre 30 le perquisizioni. Gli arresti sono stati fatti in Piemonte e in Olanda, a Helmond, dove la polizia di Brabant ha fermato una persona. Fra gli arrestati ci sono rappresentanti di commercio, gestori di un centro scommesse e un cassintegrato. Il denaro - secondo le indagini delle Fiamme Gialle - veniva reinvestito in circoli ricreativi, solarium e altre attività lecite, soprattutto in provincia di Torino. Nell'operazione, denominata "Naxos", sono stati impegnati oltre cento finanzieri del Comando Provinciale di Torino che hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del capoluogo piemontese su richiesta della Procura della Repubblica per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. E' stata sequestrata una pistola e sono state denunciate 54 persone. Il gruppo sarebbe stato in grado di trafficare fino a 50 chili di droga a settimana. Le Fiamme Gialle hanno anche scoperto 60 chili di hashish nascosti in un garage intestato ad un prestanome. Secondo la Guardia di Finanza, la banda da anni gestiva il traffico internazionale di droga proveniente dall'Olanda e destinata al mercato torinese attraverso corrieri, tutti arrestati. Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale due trafficanti, poi arrestati, discutevano delle modalità di vendita di una partita di droga "annacquata", in quanto bagnata dalla pioggia durante il trasporto, abbassando il prezzo da 3,50 a 3,20 euro al grammo. http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/08/news/traffico_di_droga_con_l_olanda_blitz_della_finanza_27_arresti-29523312/

giovedì 2 febbraio 2012

Ivrea, prendeva la pensione della madre morta: fermata una donna

Un'eporediese dal 2003 incassava indebitamente denaro: finora 120 mila euro. Dovrà rispondere di truffa ai danni dello Stato Una donna eporediese, figlia di un ex dipendente pubblico, è stata fermata dalla Guardia di Finanza di Ivrea con l'accusa di truffa ai danni dello Stato. Dal 2003 percepiva la pensione della madre, ormai deceduta. La frode ha inizio il giorno della morte della mamma, che percepiva la pensione di anzianità e quella di reversibilità del defunto marito. La figlia, avendo la disponibilità del conto in quanto cointestataria, continuava indebitamente a incassare i soldi. Si presentava con cadenza mensile, presso lo sportello dell'Istituto bancario per prelevare la somma erogata dall'Ente Previdenziale senza averne alcun titolo. Nel totale, in questi anni, ha incassato 118.628 euro. I militari, dopo una dettagliata attività di intelligence, qualche giorno fa hanno atteso che la donna si presentasse presso gli sportelli bancari e l'hanno colta in flagranza di reato. L'hanno fermata e le hanno anche sequestrato libretto e conto corrente. In una successiva perquisizione nella sua abitazione le fiamme gialle hanno rinvenuto una notevole documentazione bancaria e dell' INPDAP che ha confermato il reato di truffa. L'operazione, nata dalla "analisi di rischio" effettuata dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, in collaborazione con l' INPDAP, ha interessato 45 province italiane. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/440938/

martedì 31 gennaio 2012

Evasione in Piemonte per 2 miliardi

Il bilancio dell'attività della Guardia di Finanza nel 2011: irregolarità in un'azienda su tre Fattura false, scontrini mai emessi, società fantasma mai denunciate al fisco. Sono i trucchi scoperti in Piemonte dalla Guardia di Finanza, che nel 2011 ha scoperto evasioni fiscali su redditi per due miliardi di euro in Piemonte. Un quarto (453 milioni) i proventi nascosti da evasori totali, soprattutto microaziende, che anche hanno evaso Iva per 73 milioni di euro. Sempre nel 2011, in Piemonte le Fiamme gialle hanno controllato 8.100 aziende e hanno fatto 43.500 interventi per la verifica di scontrini, ricevute e documenti di merci viaggianti, scoprendo irregolarità nel 31% dei casi. Il bilancio della lotta all’evasione fiscale in Piemonte - rendono noto dal Comando regionale della Guardia di finanza - è completato dalla scoperta di 225 milioni di iva evasa, da 7,3 milioni di ritenute fiscali non operate o non versate dai datori di lavoro, da 732 denunce alla magistratura per reati tributari (17 gli arresti) e dal sequestro di beni per un valore equivalente all’evasione constatata. In particolare, nel contrasto all’evasione internazionale, le Fiamme Gialle del Piemonte hanno recuperato redditi sottratti a tassazione per 207 milioni di euro. Nell’ambito dell’evasione immobiliare è stato scoperto un vasto e sofisticato sistema evasivo con una struttura criminosa che ha fruttato 100 milioni di euro di false fatturazioni e 27 milioni di redditi sottratti a tassazione, oltre che altri 15 milioni di evasione dell’Iva (14 le persone arrestate). Ad Asti è stato scoperto il titolare di un’impresa di trasporti su gomma che ha emesso false fatture per 50 milioni di euro e nei confronti del quale sono stati eseguiti sequestri per un valore di 1,8 milioni di euro. Ad Alessandria, sono stati scoperti due coniugi, titolari di una società di capitali, che commerciavano autoveicoli evadendo sistematicamente il pagamento dell’Iva, nascondendo al fisco 46 milioni di euro con un’evasione Iva per 7,5 milioni. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/440578/

lunedì 30 gennaio 2012

Una truffa da tre milioni sui corsi di formazione

I corsi di formazione c’erano. Ma gli organizzatori hanno incassato il 60-70 per cento in più del dovuto. O addirittura, le lezioni tenute per aiutare i disoccupati a trovare lavoro sono servite soltanto a riempire le tasche di chi le aveva organizzate. Sono queste le modalità delle truffe individuate dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria, coordinati dai pm Gabriella Viglione e Cesare Parodi, che hanno lavorato un anno e mezzo per ricostruire il giro d’affari illeciti da 3 milioni e 300 mila euro legato all’attività di tre consorzi: sono il «Con. Eur» di Marisa Balocco, 51 anni; il «Jolly 2000» della madre Maria Alocco, di 76; il «Mondo Formazione» di Antonio Di Tria, di 34. Tutti accreditati in Regione, incaricata di gestire i contributi arrivati dall’Unione Europea. Quei consorzi saranno depennati dagli elenchi degli accreditati. E lo stesso vale per i tre rappresentanti legali, finiti sott’inchiesta per truffa aggravata e falso. In più, in Regione confermano di aver già avviato il recupero dei fondi (quasi 3 milioni) ottenuti da quei consorzi in modo illecito. Madre e figlia condividevano la strategia per «succhiare» fondi pubblici. Chiedevano a piccole aziende di aderire ai consorzi, condizione necessaria per partecipare alle attività di formazione. Sovente, erano atti formali, con i titolari delle aziende assai poco informati sul significato di quell’adesione. A quel punto, i corsi potevano essere organizzati. Quasi 400 in pochi anni, con una decina di iscritti ciascuno. Lezioni fatte. Ma i costi rimborsati dalla Regione erano gonfiati, anche con l’intervento di una «società filtro», sempre legata a madre e figlia. A lievitare erano le spese per la modulistica e le dispense, ma in qualche occasione sono spuntati fatture ed estratti conto fasulli: lo scopo era di superare i controlli formali per ottenere il rimborso. Più sofisticato il sistema utilizzato da «Mondo Formazione» guidato da Di Tria. La struttura era specializzata in corsi per «categorie svantaggiate» (dai disabili, agli ex detenuti, agli extracomunitari) finalizzati all’assunzione. Mai avvenuta, nonostante le lezioni. Molti hanno firmato (a loro insaputa) il modulo di rinuncia all’impiego, sottoposto ai corsisti in mezzo ad altri documenti; con altri (considerati meno sprovveduti), gli organizzatori hanno preferito falsificare le firme. Per le aziende, era un’operazione «a costo zero». A rimetterci erano soltanto i frequentatori delle lezioni, che s’illudevano di trovare lavoro e restavano disoccupati. I guadagni erano tutti di «Mondo Formazione»: ha incassato oltre 300 mila euro. Basati sulla menzogna. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/440313/

mercoledì 4 gennaio 2012

L'incontro galante tradisce il re delle truffe finanziarie, arrestato dalla GDF di Torino

Inseguito dai creditori, era riuscito a dileguarsi: aveva 13 milioni di buone ragioni per sparire. Ma l’appuntamento con una donna gli ha portato sfortuna: Vittorio Bertinetti, 48 anni, ex promotore finanziario per Monte dei Paschi di Siena, è stato arrestato lunedì dai finanzieri del Gruppo Torino. I militari del colonnello Marco Grazioli avevano in mano l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Federica Bompieri. Una quindicina di pagine, sufficienti a riassumere le gesta del broker, figlio del macellaio e nipote del sindaco di Castiglione, cittadina dove aveva aperto lo studio in via Torino 194. A quell’indirizzo, però, non si è fatto vedere da tempo. A luglio, svariati creditori avevano assediato l’ufficio, poi perquisito anche dai carabinieri di Chivasso, in seguito alla denuncia di un «bidonato». Da quel momento, era svanito. Numero di telefono «non attivo». Aveva un’altra scheda sim, intercettata dai finanzieri. Così, i militari sono arrivati all’appuntamento fissato con una donna, l’altra sera a Torino. Bertinetti era in fuga da luglio, ma il tracollo risale a fine settembre, quando il tribunale di Torino ha dichiarato il fallimento della ditta individuale di Bertinetti, sui richiesta del procuratore aggiunto Vittorio Nessi. Dal fallimento all’ipotesi di bancarotta il passo è stato breve. In mano agli inquirenti c’erano montagne di querele, per un «buco» da 13 milioni di euro. Soldi incassati da clienti anche dopo il 31 maggio, data della revoca del mandato di Montepaschi legata proprio a segnalazioni sul comportamento di Bertinetti. Irregolarità di vario genere, da assegni fatti all’insaputa degli interessati, a bonifici giustificati con operazioni finanziarie mai avviate, a documentazione fasulla per simulare l’apertura di conti titoli inesistenti. Pure la Consob aveva sospeso il broker, anche se la decisione era arrivata a fine novembre come conseguenza della segnalazione di Montepaschi di metà giugno, integrata da altra documentazione su operazioni «tarocche» inviata alla Commissione a metà agosto. In quel provvedimento, i «malaffari» di Bertinetti erano quantificati in quasi 9 milioni di euro. A ricostruire il resto, ci ha pensato la procura, che ha accertato manovre finanziarie anche dopo la revoca del mandato di Montepaschi. Una cinquantina di clienti del broker ha messo nero su bianco le proprie lagnanze, con dovizia di particolari sulle modalità dei «bidoni» e sul comportamento di Bertinetti. C’è chi ha perso i risparmi di una vita, una coppia addirittura 3 milioni e 600 mila euro. Ma ci sono anche gruppi familiari che avevano fatto una sorta di colletta per fare «massa critica», sperando in un guadagno maggiore. Tutto in fumo. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/436826/

martedì 3 gennaio 2012

Sequestrati 500 chili di botti - Operazione della Finanza: tre titolari di negozi cinesi denunciati alla procura

Si chiamano Viper 11, Magnum Lv, Zeus, raudo Manna. Botti di fine anno che recenti norme legislative hanno inserito nella categoria dei materiali esplodenti pericolosi e che, proprio per questo, devono essere venduti solo nei negozi appositamente autorizzati e a persone maggiorenni. Non era così, però. E in Canavese, la guardia di Finanza ha sequestrato mezza tonnellata di fuochi artificiali e denunciato alla procura della Repubblica di Ivrea i titolari di tre esercizi commerciali cinesi. Il reato contestato è commercio abusivo di materie esplodenti. I controlli della Finanza sono stati diversi, in vari negozi del territorio e in tre esercizi commerciali a Ivrea, Montalto Dora e Caluso, sono stati sequestrati oltre diciassettemila petardi pronti per la vendita senza che gli esercenti fossero muniti della prescritta licenza di pubblica sicurezza. E non c’erano soltanto i Viper 11 e i fuochi d’artificio considerati pericolosi. I militari hanno infatti anche trovato anche dei Vulcano, Bengale, Pioggia, Fontana, Titanic e Tridente che, pur rientrando nelle categorie di prodotti esplodenti di libera vendita, sono stati trovati ammassati in quantitativi di gran lunga superiori a quelli consentiti dalla legge a tutela delle persone (attualmente 25 chilogrammi). E non è tutto. Secondo la Finanza, i negozi non avrebbero neppure rispettato la norma che prevede la vendita dei fuochi artificiali solo a cittadini maggiorenni. Maneggiare i botti di Capodanno è azione da fare con estrema cura. Ogni anno (purtroppo) si contano in Italia feriti e incidenti per una tradizione tanto radicata, quanto pericolosa. E, ogni anno, nonostante le norme per la detenzione e la vendita dei botti sia chiara, i controlli evidenziano sempre molte (troppe, purtroppo) situazioni irregolari.

mercoledì 23 novembre 2011

Maxi evasione fiscale, 14 arresti Un buco da 100 milioni di euro


"Gonfiavano" il valore di palazzi e ville per intascare i mutui:
in manette dirigenti e manager, tra cui il direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate e il commercialista del crac Aiazzone

Trecento finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino hanno partecipato, questa mattina, alla mega operazione che ha permesso di smantellare un'associazione a delinquere dedita, attraverso artificiose compravendite immobiliari, alla commissione di gravi reati tributari e fallimentari. 54 le società coinvolte in Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio e Campania.

Dopo un anno di indagini il bilancio è di 14 arresti, di cui 13 in carcere, 19 indagati e 170 perquisizioni. A capo dell'associazione a delinquere scoperta, c'erano due imprenditori del settore immobiliare. Tra gli arrestati anche tre commercialisti, di cui uno già coinvolto nel crack Aiazzone, che avevano un ruolo ben definito nell'ambito del sodalizio criminoso: avrebbero fornito gli strumenti giuridici relativi alle operazioni commerciali, ideando e attuando delle architetture finanziarie, contabili, contrattuali e societarie.

Da intercettazioni ambientali e telefoniche sono emersi poi episodi di corruzione che hanno portato in carcere anche un imprenditore piemontese e il direttore della direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Torino 1, Ernesto Giacomo Maggiore, che risponde però di un caso isolato, che non fa parte dell'indagine principale.

«La frode si è realizzata attraverso un giro vorticoso di immobili, anche di pregio e alcuni noti nel centro città – ha spiegato il Generale Giuseppe Gerli, Comandante Provinciale del Corpo - e attraverso l'iniezione di più di 100 milioni di fatture false che hanno comportato l'indebito ottenimento di finanziamento da parte degli istituti di credito, evasione di redditi per più di 27 milioni di euro ed evasione dell'Iva per 15 milioni».http://www.blogger.com/img/blank.gif

«In particolare, è stato sequestrato il palazzo sede del Liceo Francese, a Torino, in Corso Casale, - ha aggiunto il Generale Gerli - che ha un valore immobiliare pari a 10 milioni di euro. Sequestrati anche oggetti di antiquariato e di arredo all'interno dell'abitazione di una delle persone arrestate».

Le compravendite immobiliari con prezzi gonfiati si riferiscono a costruzioni di pregio, residenze di lusso e palazzi di interesse storico, tra le quali spiccano, oltre al Liceo Francese, le Ville Roddolo, complesso in stile liberty, risalente all’inizio del secolo scorso, oggi casa di cura situata nelle colline di Moncalieri, il Palazzo UTET, sede della casa editrice di Corso Raffaello, la sede storica della Fiat, in Corso Dante, e un immobile nei pressi di Porta Palazzo.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/431222/

venerdì 11 novembre 2011

Giocattoli e farmaci contraffatti, maxi sequestro della GDF aTorino


In un magazzino poco lontano da piazza della Repubblica, oltre 100mila giocattoli, farmaci e vestiti con marchi contraffatti

Giocattoli e farmaci contraffatti maxi sequestro a Porta Palazzo
Oltre 100mila giocattoli sequestrati a Porta Palazzo. L’opehttp://www.blogger.com/img/blank.gifrazione porta la firma della Guardia di Finanza. Si tratta del più grosso quantitativo mai trovato a Torino.

I falsi sequestrati a Porta Palazzo

In un magazzino di via Priocca 6, poco lontano da piazza della Repubblica, le Fiamme Gialle si sono imbattute in centinaia di scatoloni con dentro oggetti contraffatti. Vestiti, medicinali, ma soprattutto giocattoli: dai personaggi dei cartoni animati a “Hello Kitty”, fino agli ultimi beniamini dei più piccoli. Tutti privi di certificato Cee, tutti potenzialmente pericolosi.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/10/news/giocattoli_e_farmaci_contraffatti_maxi_sequestro_a_porta_palazzo-24806069/

Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno