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sabato 26 novembre 2016

LA CGIL HA PRESENTATO UN RICORSO AL COMITATO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI PER IL DIRITTO ALLE ASSOCIAZIONI SINDACALI NELLA GUARDIA DI FINANZA

Mentre in Europa si segna un'altra tappa verso il riconoscimento dei diritti di associazione sindacale ai lavoratori e alle lavoratrici dei corpi militari, "in Italia si va in direzione opposta". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil. "Lo scorso 22 novembre infatti - spiega - il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sulla Difesa Comune con la quale 'invita gli Stati membri a riconoscere, in particolare, il diritto del personale militare a formare e aderire ad associazioni professionali o sindacati e a coinvolgere tali attori in un regolare dialogo sociale con le autorità'. Un atto importante - sostiene Fracassi - che si aggiunge a quanto già ampiamente riconosciuto dalle svariate pronunce della Ced (Convenzione europea dei diritti dell'uomo) e del Comitato Europeo dei diritti sociali".

Se in Europa vengono fatti passi avanti su questo fronte, nel nostro Paese si torna indietro, denuncia la dirigente sindacale. "La militarizzazione forzata del Corpo forestale dello Stato, che contrasteremo sul versante legale, per questi lavoratori e lavoratrici oltre alle conseguenze di natura professionale ha come effetto anche la cancellazione dei diritti sindacali. La libertà di associazione sindacale - sottolinea - è infatti vietata per tutti coloro che transiteranno presso l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza".

"Riteniamo che tutto ciò, oltre che ingiusto, non sia coerente con quanto avviene nel resto d'Europa", prosegue la segretaria confederale, annunciando che "la Cgil nei giorni scorsi ha presentato un ricorso al Comitato Europeo dei diritti sociali per rivendicare il diritto alla costituzione di associazioni sindacali nel Corpo della Guardia di finanza". Da parte loro "governo e Parlamento prendano atto dell'evoluzione del dibattito sulla democratizzazione e la rappresentanza nei corpi militari e, anche alla luce della risoluzione del Parlamento Europeo, si apra il percorso legislativo per riconoscere loro la libertà di associazione sindacale, libertà costituzionalmente garantita a tutti i cittadini", conclude Fracassi.

martedì 18 novembre 2014

AL CONSIGLIO D'EUROPA I POLIZIOTTI IRLANDESI CONQUISTANO IL DIRITTO DI SCIOPERARE E FORMARE UN PROPRIO SINDACATO


Le Guardie hanno vinto per la prima volta il diritto di sciopero in una sentenza storica che avrà importanti implicazioni per il Corpo.

Una nuova sentenza dal Comitato europeo dei diritti sociali stabilisce che, per la prima volta nella sua storia di 90 anni, saranno legalmente autorizzati a scioperare, impegnarsi in trattative salariali e organizzasi come un sindacato.
La sentenza arriva in un momento in cui il morale è al minimo storico, grazie alla relazione Guerin, che ha fortemente criticato le Guardie, il Dipartimento di Giustizia e la Commissione Mediatore della Guardia per la loro gestione delle denunce del sergente Maurice McCabe.
La decisione segue una battaglia significativa combattuta in Europa dall'Associazione di Sergenti e ispettori (AGSI) negli ultimi due anni.
Il segretario generale AGSI  John Redmond ieri sera ha descritto la decisione come un "momento cruciale della nostra storia e una decisione importante per il nostro futuro."
Ha dichiarato che AGSI ha trascorsi molti anni cercando di progredire nelle questioni di interesse attraverso i meccanismi, a sua disposizione, compreso l'uso del sistema di conciliazione e di arbitrato. "L'Associazione in molte occasioni ha provato l'inadeguatezza del regime e l'ingiustizia delle sue operazione," ha detto.
"Questi argomenti non sono mai stati accettate dai dipartimenti della giustizia o della finanza, né, da parte del governo."
Ha detto che erano in ultima analisi, lasciati senza alternative se non  perseguire la questione a livello europeo. "Questo ha portato ad una decisione di ampia portata e vincolanti da parte di un organo dell'Unione europea poiché l'Irlanda ha commesso un errore e ha violato Carta, che aveva firmato nel novembre 2000.
"L’associazione  spera di non dover mari ricorrere all'utilizzo del nuovo diritto di sciopero nel perseguimento dei diritti dei suoi membri e noi ora sollecitiamo il governo a lavorare velocemente per concordare meccanismi che diano ad AGSI l’accesso alla Commissione relazioni industriali e al tribunale del lavoro. "
Fino ad oggi le associazioni sono state escluse dalla discussione su temi vitali, tra cui trattative salariali e accordi per le condizioni di lavoro.
Poiché prima d’ora non potevano partecipare al Congresso irlandese dei sindacati (ICTU), i gruppi di Guardie dovevano affidarsi ai pubblici funzionari che partecipano attivamente ai negoziati.
La sentenza europea ora aprirà la strada per unirsi al ICTU (Confederazione dei sindacati irlandesi).
AGSI ha presentato una denuncia al Comitato dei diritti sociali attraverso la Confederazione Europea della polizia contro l’applicazione in Irlanda della Carta sociale europea.
La denuncia sosteneva che essa, e altre associazioni di polizia, non godono dei diritti sindacali in Irlanda e che gli articoli che consente il diritto di organizzarsi, alla contrattazione collettiva e alle informazioni di accesso e consultazione, sono stati violati.
Un portavoce del ministro della Giustizia, Frances Fitzgerald, ha detto ieri sera che la sentenza sarebbe ora esaminata dal Comitato europeodei Ministri del Consiglio d’Europa.
Nel frattempo, la decisione è stata oggetto di esame e la risposta dell'Irlanda alla sentenza sarebbe stata sottoposta al comitato, ha aggiunto.
Resta inteso che la decisione non sarà vincolante fino a quando non sarà avvalorata da parte dei ministri. Tuttavia, sarebbe insolito per i ministri ribaltare una sentenza del Comitato per i diritti sociali.

Il Presidente della Confederazione Europea di polizia, Anna Nellberg Dennis, ha detto che le conclusioni sono state una vittoria non solo per la polizia irlandese, ma ha un impatto importante sulle forze di polizia di tutta Europa.
La sentenza arriva appena una settimana dopo che Frances Fitzgerald è stato nominato Ministro della Giustizia a seguito delle dimissioni dell'ex ministro della Giustizia Alan Shatter. Mr Shatter si è dimesso dopo la pubblicazione del Rapporto Guerin.

Un'autorità indipendente della Guardia sarà insediata entro la fine dell'anno e un nuovo comandante  della Guarda sarà assunto.
Irish Independent

Tom Brady, Security Editor

PUBLISHED 17/05/2014 | 02:30



martedì 23 ottobre 2012

Il Cocer GdF scende in piazza, mentre altri parlano ancora di "ideale partecipazione all'esercizio di un diritto"


di Luca Marco Comellini

A prescindere dalle loro motivazioni, che sono certamente importanti ma che qui non interessano, va fatto notare a chi ha la pazienza di leggermi che nei giorni scorsi le sezioni del Cocer dei Carabinieri, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, quella specie di organismo rappresentativo che la legge impone ai militari, precludendogli di fatto ogni possibile esercizio di quei diritti che la Costituzione stessa gli riconosce a tutti e che non vieta, hanno scoperto un nuovo modo di manifestare il proprio dissenso: "l'ideale partecipazione". E chiaro che questi impavidi difensori dei diritti dei militari, che nei lunghi mesi della cruenta campagna elettorale (finita solo il 15 luglio con un risultato pietoso) hanno sciorinato proclami a iosa, ora fanno un po' ridere con la loro "ideale partecipazione" all'esercizio di un diritto.

E mentre loro idealizzano la Costituzione gli appartenenti a una differente sezione della medesima rappresentanza militare, il Cocer della Guardia di Finanza, scendono in piazza in modo reale e con il concreto supporto di tutto il personale rappresentato che, per far ciò, si è preso un giorno di congedo dal servizio. Si perché loro - i finanzieri - come del resto tutti i militari, possono manifestare liberamente osservando determinate condizioni: liberi dal servizio senza qualificarsi come appartenenti alle Forze armate o ai Corpi armati dello Stato. E ciò al fine di garantire una parvenza di estraneità alle competizioni politiche. Ben più avanti dei loro timorosi colleghi con la divisa verde, azzurra e bianca, il personale della GdF ha deciso - è non credo sia la prima volta - di scendere in piazza. Sicuramente lo faranno sorvegliati a vista dai generali e comunque dai loro vertici che, per quanto possano considerarsi progressisti, sono sempre l'espressione di una militarità che a mio avviso, proprio in quel Corpo, non ha più alcuna ragion d'essere.

Ma questo è un discorso più ampio che mi riprometto di affrontare in un prossimo futuro. Ovviamente quelli della GdF hanno scelto la concretezza per sostenere la ragione delle loro idee, mentre agli impavidi delegati dei Carabinieri, dell'Esercito della Marina e dell'Aeronautica che domani saranno solo "idealmente" presenti alla manifestazione che si svolgerà in numerose piazze d'Italia resterà la certezza di aver nuovamente perso un'occasione per onorare e difendere la Costituzione, il diritto e i diritti. Peccato, sarà per un'altra volta. 
22 ottobre 2012

giovedì 11 ottobre 2012

RIORDINO DELLA CARRIERE: GIA’ PRONTA LA BOZZA DI LEGGE



dal sito www.coisp.it

INCONTRO DEL 10 OTTOBRE 2012
 

Nel pomeriggio odierno si è tenuto, presso il Dipartimento della P.S., la prevista riunione del Tavolo di Lavoro istituito con decreto del Ministro dell’Interno e successivo decreto attuativo del Capo della Polizia, al fine di predisporre una proposta di riordino dei ruoli del personale della Polizia di Stato.

La riunione, cui ha partecipato la Segreteria Nazionale del COISP anche con il responsabile del “Settore Riordino” (il nostro dirigente sindacale Mauro Treglia) che questa O.S. costituì tempo addietro al suo interno al fine di predisporre una proposta di riordino delle carriere che prevedesse principi di modernizzazione e semplificazione finalizzati al miglioramento della funzionalità degli uffici di Polizia oltre che, ed in primis, la valorizzazione della professionalità dei poliziotti e la specificità dei loro compiti (vedasi nostra proposta di riordino presente sul sito www.coisp.it), ha visto presenti anche le delegazioni delle altre OO.SS. ed era presieduta dal Direttore dell'Ufficio per l'Amministrazione Generale del Dipartimento della P.S. Prefetto Tomao. Per la parte pubblica vi era anche il Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali dott. De Rosa, il dott. Ianniccari delle Risorse Umane, il dott. Bella dell'Ufficio Legislativo ed il dott. Galati degli Affari Generali.

In apertura della riunione l’Amministrazione ha consegnato una bozza di legge delega (che alleghiamo) i cui contenuti, a proprio dire, erano già stati portati a conoscenza informalmente i Sindacati nel luglio 2009, precisando che la stessa era “sostanzialmente” condivisa con le Amministrazioni delle altre Forze di Polizia e Forze Armate, salvo un paio di punti rimasti in sospeso.

Il Prefetto Tomao rappresentava inoltre l’esigenza di addivenire ad una bozza di legge delega entro il 31 di questo mese, come richiesto dal Ministro dell’Interno, sig.ra Cancellieri. Puntualizzava inoltre la necessità di uno sforzo comune (Amministrazione e Sindacati) al fine di portare a casa tale legge delega con le risorse disponibili (una vera miseria!!! Appena 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013; 119 milioni a decorrere dal 2014) ricercando eventualmente risparmi di spesa nell’ambito della riorganizzazione cui avrebbe dovuto portare il riordino.

Le OO.SS. venivano quindi invitate a rappresentare le proprie opinioni circa l’esigenza di effettuare un tour de force finalizzato a garantire la predisposizione di una legge delega entro il menzionato termine del 31 ottobre.

Il COISP, al pari delle altre OO.SS., ha rigettato il tentativo dell’Amministrazione di addossare ai Sindacati anche solamente una conoscenza informale del progetto sottoposto nella data odierna, puntualizzando con forza che mai lo stesso era stato posto alla propria attenzione.

È stato quindi puntualizzata l’assoluta contrarietà a discutere sulla base di tale progetto, in quanto assolutamente improponibile e vergognoso. In sua vece – ha precisato questa O.S. – sarebbe invero opportuno partire dal progetto di riordino delle carriere predisposto dal COISP (copia ne veniva consegnata al Prefetto Tomao ed agli altri componenti del Tavolo di Lavoro), in quanto sicuramente più rispettoso delle esigenze della Polizia di Stato e delle legittime aspirazioni del personale.

Nello stigmatizzare l’assoluto disinteresse dell’Amministrazione, testimoniato dal fatto che il Ministro dell’Interno aveva decretato l’istituzione del Tavolo di Lavoro in argomento con proprio provvedimento del 24 luglio 2012, che il Capo della Polizia ha emanato il decreto attuativo “solo 2 mesi dopo (18 settembre 2012) e che la prima riunione del tavolo è stata fatta il 10 ottobre per poi pretenderne la conclusione dopo appena 20 giorni (31 ottobre), il COISP ha respinto con forza la volontà di perseguire un riordino funzionale solamente ai Direttivi e Dirigenti (vi invitiamo a leggere la bozza che ci è stata consegnata), prevedendo invece per il restante personale (da Agente a Sostituto Commissario) la “esclusione di inquadramento nei ruoli superiori” (comma 2 lettera g della citata bozza).

Nel richiamare il fatto che le pochissime risorse stanziate, come lo erano quei 770 milioni di euro accantonati negli anni e RAPINATI in un colpo solo dal Governo Berlusconi, sono finalizzati al riordino del personale NON direttivo della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine, il COISP ha precisato di condividere l’esigenza di porre rimedio alle problematiche della nostra dirigenza rispetto al restante pubblico impiego, ma SOLO DOPO AVER RISOLTO I PROBLEMI DEI RUOLI AGENTI ED ASSISTENTI, SOVRINTENDENTI ED ISPETTORI E DOPO AVER QUINDI CORRISPOSTO LE LEGITTIME ASPETTATIVE DI TALE PERSONALE!

A conclusione della riunione, preso atto delle determinazioni del COISP e delle altre OO.SS. di cestinare la bozza di legge delega presentataci dall’Amministrazione, il Prefetto Tomao ha avanzato l’ipotesi, condivisa da tutti, di riscrivere entro il 31 ottobre p.v. una bozza di legge delega “elastica” da riempire di contenuti in tempi successivi.

Chiaro è che per quanto riguarda il COISP tale legge delega dovrà evidenziare in maniera chiara la previsione di norme transitorie che consentano avanzamenti alle qualifiche e ruoli superiori nonché l’obbligo, prima dell’emanazione dei decreti attuativi, di sanare tutte le vacanze organiche nei ruoli  dei Sovrintendenti e degli Ispettori attraverso l’emanazione dei previsti concorsi! Una legge delega che non dovesse prevedere tali precisazioni, per quanto “elastica” possa essere, non consentirebbe mai di portare a quel riordino equo che i poliziotti auspicano e che il COISP persegue da tempo.

Non abbiamo difatti alcuna intenzione di sprecare questa possibilità di riordino e le risorse necessarie, che sono ben maggiori di quelle disponibili, devono essere trovate!!

A breve verrà convocata una nuova riunione alla quale il COISP parteciperà già preparato e certo della condivisione da parte dei poliziotti tutti circa il suo modo di vedere quello che dovrà essere il riordino dei ruoli del personale della Polizia di Stato.

 

Roma, 10 ottobre 2012

 

La Segreteria Nazionale del COISP

http://www.coisp.it/ultimissime12/Tavolo%20di%20Lavoro%20per%20il%20Riordino%20delle%20Carriere%20-%20Incontro%20del%2010%20ottobre%202012.pdf

mercoledì 1 febbraio 2012

Straordinari, serve trasparenza (solo in Polizia?!)

Straordinari, serve trasparenza

"Si è svolta nella giornata del 24 gennaio una riunione tra le organizzazioni sindacali ed una delegazione del Dipartimento della P.S., guidata dal prefetto Oscar Fioriolli, Direttore centrale per le Risorse Umane e dal direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali vice prefetto Castrese De Rosa, per l’individuazione dei criteri di ripartizione del monte ore dello straordinario.Le scriventi OO.SS. hanno ribadito alla delegazione del Dipartimento che su una voce così importante per l’attività della Polizia di Stato è necessario che ci sia massima trasparenza non solo per quanto riguarda le questure ma anche per le altre articolazioni della nostra Amministrazione, compreso il Dipartimento. Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato e Consap hanno infatti spiegato che una maggiore trasparenza nell’assegnazione del monte ore dello straordinario sarà utile a tutte le parti in causa per poter fare le corrette valutazioni nell’interesse comune. Le scriventi OO.SS. hanno comunque preso atto del progetto del dipartimento di rimodulare i criteri di assegnazione del monte ore del lavoro straordinario che saranno basati sulla valutazione di parametri come la carenza di organico, l’incidenza della criminalità organizzata e comune, le problematiche legate all’immigrazione ed all’ordine pubblico.La delegazione del Dipartimento ha preso atto delle richieste di Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato e Consap e si è impegnata a fornirci nel corso di un prossimo incontro i dati da noi richiesti."

Siulp, Sap, Ugl e Consap

lunedì 9 gennaio 2012

EMERGENZA CARCERI E DETENUTI: A TORINO SI RISCHIA IL CAOS

I provvedimenti decisi dal Governo per contrastare l'emergenza carceri rischiano di aggravare l'emergenza sicurezza. La denuncia del Sindacato Autonomo di Polizia



"E' una follia trattenere obbligatoriamente negli uffici di polizia gli arrestati in attesa di un processo per direttissima. A Torino abbiamo, presso il Commissariato San Paolo, appena una decina di camere di sicurezza. Gli operatori di polizia delle volanti saranno costretti a piantonare in ufficio queste persone, dovranno pagare coi loro soldi anche i pasti e non potranno presidiare il territorio. Problemi simili li avranno anche i carabinieri e la guardia di finanza. Inoltre, non ci sono i soldi per pagare gli straordinari al personale che dovrà occuparsi degli arrestati. Con le chiacchiere pensano di risolvere l'emergenza carceri e invece aggravano l'emergenza sicurezza, specialmente a Torino". E' quanto afferma Massimo Montebove, consigliere nazionale per il Piemonte del sindacato di polizia Sap, che critica le decisioni del Governo.

"Ma c'e' dell'altro. Presto centinaia di detenuti, solo a Torino - spiega Montebove -, saranno liberi perche' non solo hanno ben pensato di intervenire sui trattenimenti legati ai processi per direttissima, ma hanno pure 'regalato' a gente condannata anche per gravi reati la possibilità di scontare gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari. Peccato che non ci siano operatori delle forze di polizia sufficienti per monitorare le abitazioni di questi soggetti. Spostano il problema dalle carceri alla sicurezza generale. Cercheremo, per quanto nelle nostre possibilità, di far cambiare immediatamente queste nuove norme".


19/12/2011



http://www.torinotoday.it/cronaca/emergenza-carceri-detenuti-questura-torino-sindacato-sap-polizia.html

martedì 3 gennaio 2012

Parlamento europeo: si discute dei diritti per i militari

Roma, 2 gen - La Sottocommissione per la Sicurezza e la Difesa del Parlamento Europeo ha organizzato un'audizione ubblica per il diritto di associazione all'interno delle Forze armate in Europa. Considerando la vasta gamma di status giuridici e i diritti del personale militare in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, l'audizione era finalizzata a presentare un quadro comparativo e globale dei diversi aspetti implicati nel diritto di associazione quando applicato al personale militare in Europa. Tre presentazioni sono state consegnate in un unico pannello da Mr. Emmanuel Jacob, Presidente di EUROMIL, il sig. Bernhard Gertz, Presidente Onorario della associazione tedesca DBwV, e il sig. Emilio Ammiraglia, presidente dell'associazione italiana AS.SO.DI.PRO. E' stata evidenziata la base giuridica internazionale per il rispetto del diritto di associazione , nonché la necessità di un'armonizzazione a livello europeo. EUROMIL sta cercando di ottenere un riconoscimento generale del diritto di associazione dei militari in tutta Europa, al fine di avere una giusta rappresentanza e difesa delle condizioni sociali dei nostri soldati e delle donne. Il sig. Jacob ha sottolineato l'evoluzione del ruolo dei soldati, da combattenti a mediatori. Di conseguenza, ai soldati dovrebbero essere concessi almeno gli diritti che essi difendono. I soldati sono cittadini in uniforme e dovrebbe avere il diritto di associarsi e di discutere questioni di interesse comune. Il diritto di associazione dei militari non pregiudica l'autorità militare, non interrompe la catena di comando e non vi è perdita di efficienza militare o di disciplina nei paesi che hanno concesso il diritto di associazione per i loro soldati. Al contrario, le associazioni militari e i sindacati hanno un ruolo importante da svolgere come partner per la difesa delle amministrazioni. Di seguito il video dell'audizione con gli interventi di numerosi parlamentari.

lunedì 11 luglio 2011

La Polizia sull'orlo della bancarotta - di NICCOLÒ ZANCAN (La Stampa del 11-07-2011)


Dai commissariati sotto sfratto alla mancanza di auto e di benzina
NICCOLÒ ZANCAN

TORINO
Ci sono persone abituate a risolvere i problemi in silenzio, continuando a lavorare a testa bassa. Ma è stato comunque imbarazzante vedere l’ufficiale giudiziario bussare alla porta del commissariato di Cefalù con in mano un’ingiunzione di pagamento. Una piccola, perfetta, storia italiana. Perché il commissariato sotto sfratto, moroso, era quello diretto da Manfredi Borsellino, figlio del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992. Quando lo Stato dimentica se stesso.

Oggi il commissario Borsellino, fedele al suo stile sobrio, dice soltanto: «Il problema è risolto. E’ stato firmato un accordo fra il Ministero dell’Interno, la prefettura e il proprietario dell’immobile. Non abbiamo più visto l’ufficiale giudiziario. E questo credo sia uno dei commissariati più moderni della Sicilia: non abbiamo nulla di cui lamentarci». Beati loro, verrebbe da dire.

La polizia è sull’orlo della bancarotta. Non ha più soldi per le spese ordinarie, non riesce a pagare i suoi dipendenti, deve ristrutturare il 50% degli uffici, non rispetta la legge 626 sulla sicurezza. In certi commissariati mancano le divise, gli anfibi, i fogli per le denunce e la carta igienica. E così, in questi anni di tagli orizzontali nel pubblico impiego - con gli agenti di polizia equiparati ai dipendenti del catasto - si sono viste scene surreali. Come quella volta che i carabinieri si sono presentati al commissariato di Cerignola con l’ordine di eseguire lo sfratto: agenti contro.

Poi, in extremis, lo Stato corre ai ripari. Mette una pezza. Paga l’affitto e si scopre che, fino a quel momento, il contratto era sulla parola. Cose che se succedessero alla povera gente, quasi sempre, finirebbero in tribunale. Ma a ben guardare, anche questo è un povero Stato.

Lo è sicuramente visto dalle finestre del commissariato di Barriera di Milano, il quartiere più problematico, trascurato e insicuro di Torino, una piccola città di 50 mila abitanti. Qui la polizia può contare in tutto su 4 auto. La Grande Punto del dirigente, un’Alfa 159 in servizio come volante, una vecchia Stilo per la pratiche amministrative e una Punto gialla per i pattugliamenti in borghese. L’organico: 48 agenti, ma fra ferie, malattie e aggregati ad altri servizi, la media è di 30 effettivi al giorno. Gli uffici sono nuovi ma il timbro è quello di due anni fa, l’intestazione quindi ha l’indirizzo sbagliato e ogni documento deve essere corretto a mano. Il sapone lo comprano i poliziotti a rotazione. La metà dei computer in ufficio è personale. Le pulizie sono affidate a un appalto che garantisce ormai solo tre ore di lavoro alla settimana. Un problema comune a tutti i commissariati e alle caserme dei carabinieri, come da circolare ministeriale: «La direzione centrale è stata costretta a fornire istruzioni alle prefetture per affidare i servizi in questione, per il periodo 1˚ aprile-30 settembre 2011, con una riduzione dei precedenti valori contrattuali del 30% e, ovviamente, con una proporzionale riduzione delle prestazioni pattuite. Peraltro, con recentissima manovra, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso indisponibili, mediante accantonamenti, ulteriori risorse. Il che renderà problematico anche il finanziamento delle spese di cui trattasi...».

Stanno finendo i soldi. Tagli anche sulla formazione professionale degli agenti: «Attesa la limitata disponibilità di risorse economiche si prega di voler individuare le attività corsuali da richiedere sulla base di indirizzi strategici ben definiti e di voler indicare con particolare attenzione il costo presunto del corso, al fine di evitare la formazione di debiti pregressi». Si tratta di fissare delle priorità: scegliere, scremare, rinunciare, impoverirsi. La sicurezza, cavallo di battaglia prima di ogni elezione, dopo diventa un bene secondario. Come dimostra la vicenda delle scassatissime auto delle forze di polizia, che finalmente ha contorni precisi. I veicoli in dotazione sono in tutto 19 mila: un terzo è fermo in attesa di riparazione. Dal 2008 a oggi gli investimenti per l’acquisto e la manutenzione dei mezzi sono stati tagliati di oltre la metà: da 90 a 40 milioni di euro. Ecco perché il segretario generale del Coisp Franco Maccari, un poliziotto veneto a capo di un sindacato ultraindipendente, è furibondo: «Anche il rifornimento di carburante è contingentato. Solo di benzina il debito della Polizia è di circa 26 milioni di euro. Il Governo Berlusconi ha pugnalato alle spalle le forze dell’ordine. Ci hanno tolto le risorse necessarie per fare questo lavoro».

I commenti sui blog tracimano delusione. L'ultima finanziaria ha mantenuto il blocco delle carriere. «Il contrario della meritocrazia - dice Maccari - oggi assistiamo a un paradosso: chi lavora tanto guadagna esattamente come chi lavora poco. Molti agenti hanno voglia di mollare. Sono delusi, si sentono traditi. Come chi prende uno schiaffo da un amico».

Oggi l’età media di un poliziotto è di 47 anni. Alla fine del 2011 andranno in pensione 4.000 agenti; saranno rimpiazzati da 980 assunzioni. Lo stipendio di un sovrintendente con 15 anni di anzianità è di 1.350 euro, con una pensione prevista fra 20 anni di circa 800 euro. Un’ora di lavoro straordinario vale 10 euro lorde (13 in orario notturno), ma devono ancora essere pagati gli straordinari del 2010. E persino gli straordinari cosiddetti «speciali», a corsia preferenziale, come quelli per i servizi a Lampedusa o per la Tav, sono stati promessi ma non ancora liquidati.

Un giro d’Italia degli uffici di polizia sarebbe un documentario sensazionale. Ad Assisi le telecamere di sicurezza non funzionano perché coperte da alberi che nessuno può permettersi di potare. Sotto sfratto il commissariato Vescovio (Roma) e di Patti (Messina). Dalla questura di Milano nel 2000 uscivano in pattuglia 22 volanti con tre agenti per turno, oggi è difficile arrivare a 14 con due agenti ciascuna. Ovunque bisogna centellinare i buoni benzina anche a costo di andare piano, certi pattugliamenti sono stati fatti a piedi. A Palermo 29 ponti radio su 39 sono rotti, mancano i soldi per ripararli, i poliziotti devono usare il telefoni personali per parlare con le centrale.

Eppure sono anche anni di grandi risultati: 424 latitanti arrestati. Grandi successi nella lotta alla mafia. «Il ministro Maroni dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare - dice Maccari - sono risultati dovuti allo spirito di sacrificio degli agenti, frutto di anni di lavoro e di moltissime intercettazioni telefoniche, quelle che il Governo vorrebbe limitare». Non era mai caduta così in basso la stima fra gli agenti e i loro referenti politici. «E’ il periodo peggiore della storia d’Italia», dice il segretario del Siulp di Milano Mauro Guaetta. «E’ semplice - spiega il segretario del Sap di Palermo Francesco Quattrocchi meno soldi, meno straordinari, meno mezzi, uguale meno sicurezza».

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/410980/

mercoledì 29 giugno 2011

Bozza DPCM per gli assegni "una tantum". Contentino per il 2011..... ma poi?


Eravamo a conoscenza di un certo fermento nelle amministrazioni del Comparto Sicurezza che si erano incontrate per discutere il provvedimento che avrebbe dovuto chiarire molti aspetti di quel famoso "una tantum" strappato al Governo a forza di manifestazioni sotto la lussuosa villa del presidente del consiglio.

Avevamo, infatti, chiesto lumi alla nostra Amministrazione affinché ci rendesse edotti sulle decisioni prese ricevendo risposte evasive con bocche cucite, risolini e ammiccamenti. Finalmente l'Ufficio Relazioni Sindacali lunedì 20 giugno aveva integrato l'odg della riunione del 23 giugno mettendo come ulteriore punto proprio le informazioni che avevamo tanto richiesto. Ebbene, in coda alla riunione del 23 ci è stato detto che per "disposizioni superiori" (Ministero dell'interno?) potevano dirci qualcosa solo alle 15,30, l'ora X stabilita chissà dove, uguale per tutte le componenti del Comparto. Abbiamo preso atto di tale slittamento e, declinando l'invito, abbiamo richiesto di inviarci tutta la documentazione, trattandosi di una mera informazione che non lascia alcun margine al confronto. L'Amministrazione ci ha puntualmente inviato la bozza di DPCM che recepisce le proposte congiunte delle varie amministrazioni del Comparto relative all'individuazione, per l’anno 2011, dell’assegno una tantum da corrispondere al personale che ha subito il blocco retributivo previsto all’art. 9, commi 1 e 21 del D.L. 78/2010, convertito in Legge 122/2010.

Nel leggere la bozza di D.P.C.M. constatiamo che viene contemplato solo l'anno 2011 visto che i fondi stanziati non sono sufficienti a coprire tutto il triennio 2011-2013.

L'assegno "una tantum” , che non è ritenuto utile ai fini della indennità di buonuscita su precisa indicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, va a coprire il mancato riconoscimento economico relativo a:

Assegno funzionale;

Incremento correlato all’anzianità di servizio senza demerito, compresa nella qualifica o nel grado;

Incrementi stipendiali parametrali non connessi a promozioni;

Progressione di carriera con riferimento alle promozioni con una decorrenza giuridica

ricompresa tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011;

Classi e scatti di stipendio previsti dagli ordinamenti delle singole amministrazioni;

Adeguamento retributivo per il personale dirigente ed equiparato di un assegno una tantum pari allo 0,75% del trattamento economico in godimento al 1° gennaio 2011, corrispondente alla medesima percentuale di incremento applicata al restante personale quale vacanza contrattuale conseguente al blocco dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012.

Trattandosi di una misura "una tantum", e quindi non strutturale, per giunta non utile ai fini della buonuscita, riteniamo l'assegno un escamotage utile solo a tamponare il malumore che serpeggia nel Comparto ma che a lungo termine si rivelerà penalizzante per gli aspetti previdenziali e per la buonuscita.

Teniamo anche conto che le risorse messe in gioco dal Governo non sono sufficienti a coprire gli anni 2012 e 2013 e che parte di esse sono state scippate da quelle accantonate negli anni per il riordino delle carriere.


UIL COMPARTO SICUREZZA

COORDINAMENTO NAZIONALE CORPO FORESTALE STATO


sabato 5 febbraio 2011

IN ARRIVO UNA CIRCOLARE INTERPRETATIVA DI TREMONTI SUI TAGLI STIPENDIALI ALLE FF.PP??


Legge 122/2010 (Finanziaria 2011): lettera al Capo della Polizia

Riportiamo di seguito la lettera del “Cartello” al Capo della Polizia Direttore Generale della P.S. per rappresentare la necessità che le’eventuale circolare del M.E.F., richiesta dal Dipartimento e dal Ministro dell’Interno, salvaguardi contestualmente la funzionalità dell’Amministrazione e i diritti dei colleghi.

“Signor Capo della Polizia,

facciamo seguito all’incontro avuto il 27 gennaio u.s., nel corso del quale ha voluto aggiornarci sugli sviluppi delle iniziative che il Dipartimento e il Ministro dell’Interno stanno ponendo in essere per sanare la grave situazione venutasi a creare dopo i tagli e le limitazioni introdotte con la legge 122/2010.
Da tempo il “Cartello dei sindacati” richiede con determinazione che i diritti retributivi dei poliziotti, pregiudicati per alcuni istituti e totalmente negati per altri dopo l’emanazione della manovra finanziaria, siano ristabiliti affinché si salvaguardi la funzionalità dell’azione di polizia e la loro dignità professionale anche in funzione di una specificità che lo stesso esecutivo ha voluto riconoscere con apposita norma.
Nel corso del predetto incontro Lei ebbe ad anticiparci come, grazie appunto all’azione congiunta del Ministro e del Dipartimento della P.S., il Ministero dell’Economia stesse valutando la possibilità di emettere una circolare con la quale fornire un’interpretazione autentica relativamente alla corretta applicazione dei commi 1 e 21 dell’articolo 9 della già richiamata legge 122, ed in particolare agli aspetti concernenti gli elementi che dovevano essere presi in considerazione per non superare il tetto salariale individuale fissato al 2010.
Siffatta possibilità, sino a quel momento sconosciuta a tutti i partecipanti, come Lei ricorderà, destò consenso ma – atteso che la suddivisione degli 80 milioni di euro previsti come indennità perequativa garantiscono la totale copertura delle sole promozioni di tutto il personale - anche non poche perplessità rispetto ad eventuali priorità che la circolare potesse definire relativamente alla necessità, rappresentata dal Cartello e da Lei condivisa, di dover addivenire ad un’interpretazione della citata norma che salvaguardasse, contemporaneamente, si la funzionalità dell’apparato, ma anche, e prioritariamente, la dignità professionale e la specificità dei poliziotti.
Al fine di evitare fraintendimenti e possibili equivoci, che potrebbero incrinare l’azione sinergica che il sindacato e l’Amministrazione hanno interesse a mantenere unitaria per convergenza di obiettivi, siamo a rappresentarLe la necessità che i diritti dei poliziotti, quali l’assegno di funzione, l’indennità pensionabile e gli automatismi stipendiali (più 8 anni per le qualifiche apicali – Ass.ti Capo, Sov.ti Capo, Ispettori SUPS - o le indennità regolamentate dagli artt. 42 e 43 della L.121/81) siano prelevati alla salvaguardia del funzionamento dell’apparato.
Ciò in considerazione del fatto che, qualora la circolare, come alcuni elementi di riscontro raccolti informalmente lasciano intravedere, fosse effettivamente emanata come richiesto dall’Amministrazione e dal Ministro dell’Interno, questa si riferisca, superando gli attuali limiti, sia ai diritti legittimi dei poliziotti, sia a quelli relativi alle indennità accessorie concernenti un impiego in misura superiore a quello effettuato nel corso dell’anno 2010.
Confidando nella Sua consueta sensibilità sulle problematiche che attengono al personale, nonché sulla tempestività risolutiva con cui le affronta, ringraziamo anticipatamente inviando cordiali saluti e restando in attesa di un cortese riscontro nelle more della convocazione del tavolo tecnico concordato nell’ultimo incontro.”

Roma 2 febbraio 2011

mercoledì 29 dicembre 2010

IN ITALIA DEMOCRAZIA CONGELATA


Il Governo blocca le elezioni della rappresentanza militare e perfino delle rappresentanze sindacali






Rsu Pubblico impiego, Ugl: “Proclamiamo stato di agitazione contro blindatura rappresentanza” Varie forme di protesta e ricorso alle vie legali contro rinvio elezioni


Data: 28/12/2010

“Proclamiamo da oggi lo stato di agitazione dei lavoratori Ugl della PA contro la decisione del ministero della Funzione Pubblica di prorogare le rsu del comparto elette nel lontano 2007 e scadute il 31 novembre 2010 con il rinvio delle elezioni per il rinnovo delle stesse, a causa del mancato accordo tra sindacati, forse non più rappresentativi, e Aran sui comparti”.
Lo riferisce in una nota la segreteria generale dell’Ugl annunciando l’esito della riunita svolta oggi alla presenza del segretario generale, Giovanni Centrella, del segretario confederale con delega per il Pubblico impiego, Fulvio De Polo, e dei segretari nazionali dell’Ugl Intesa Funzione pubblica, Paola Saraceni e Francesco Prudenzano.
“L’Ugl Intesa Funzione pubblica, oltre allo stato di agitazione – è scritto nella nota –, è pronta ad intraprendere qualsiasi forma di protesta a partire dallo sciopero che, nel rispetto dell’accordo sui cortei con il Prefetto di Roma, potrebbe essere proclamato dopo il 9 gennaio 2011 fino a ricorrere alle vie legali contro una scelta che blinda la democrazia per circa 3 milioni di lavoratori vessati dallo Stato sia sotto il profilo della rappresentanza sia sotto quello economico”.
“Abbiamo atteso correttamente ma inutilmente che il ministero certificasse almeno in termini di deleghe la crescita di una importante sigla sindacale. A questo punto non è né democratico né tanto meno legittimo – conclude la nota – attendere il 2013 per avere giustizia”.



sabato 11 dicembre 2010

mercoledì 1 dicembre 2010

La Camera dei Deputati discute oggi la conversione...

La Camera dei Deputati discute oggi la conversione in legge del "Pacchetto Sicurezza" che dovrebbe essere modificato con le modalità descritte da un emendamento che recepisce le richieste fatte dai sindacati di Polizia del "cartello" al Ministro Maroni relativamente all'esclusione dal blocco triennale delle varie indennità che compongono la struttura stipendiale.

martedì 30 novembre 2010

Pensioni, finestre mobili: i sindacati di polizia sollecitano l'Inpdap

La Consulta Sicurezza (SAP, SAPPe e SAPAF), la piu' grande organizzazione per numero di aderenti del Comparto Sicurezza, ha scritto nei giorni scorsi all'Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica (Inpdap) per chiedere, anche per le Forze dell'Ordine, l'estensione della disciplina derogatoria relativa alle cosiddette "finestre mobili": una sacrosanta e fondamentale istanza che anche il Ministro Maroni si e' impegnato a portare avanti a seguito delle nostre pressioni.
link:
..:: Sindacato Autonomo di Polzia ::..

venerdì 26 novembre 2010

mercoledì 21 luglio 2010

MANOVRA. POLIZIA E GDF IN PIAZZA: NON SIAMO BANCOMAT DI TREMONTI







PROTESTA A MONTECITORIO, CON LORO CASINI, LETTA E VENDOLA






(DIRE) Roma, 21 lug. - "Non siamo il bancomat di Tremonti". Contro la manovra, protestano a Montecitorio le forze dell'ordine. Presenti quasi tutte le sigle sindacali, dal Siap al Cocer della finanza, dal Silp Cgil all'Ugl, la Camera e' assediata dai cori di quasi mille persone. Simbolo della manifestazione la sagoma di un poliziotto pugnalato alle spalle. E' il trattamento ricevuto dall'esecutivo, spiegano mostrando i manifesti a lutto per e i nastri neri alle braccia. "La sicurezza e' morta per mano del governo Berlusconi che l'ha trafitta con una pugnalata", recitano i cartelloni. Arrivano il leader centrista Pier Ferdinando Casini e poi il vicesegretario del Pd Enrico Letta: "Non si puo' votare una manovra che trova i soldi per i truffatori delle quote latte e non da' risposte a coloro che, dal mattino alla sera, garantiscono la sicurezza di milioni di italiani", dice Casini. E Letta rincara: "E' paradossale che dopo averne fatto il cavallo di battaglia della campagna elettorale, oggi Berlusconi con la manovra e le intercettazioni fa della sicurezza la propria vittima principale". I Democratici chiedono "modifiche alla manovra oppure un decreto successivo per correggere le storture piu' inaccettabili".

La piazza si scalda. Non manca qualche momento di tensione, quando la Cgil aggira un palazzo, sbuca da una via secondaria e rompe cosi' il transennamento predisposto dai colleghi in servizio. Volano parole grosse, poi i dirigenti riportano la calma. Particolarmente delusi i finanzieri: "Sono un gabelliere gabbato", recita la maglietta di un sottufficiale. "Il governo aumenta la sicurezza: ai semafori vanno via gli extracomunitari arrivano i poliziotti lavavetri", gli fa eco la t-shirt di un collega. Passa un poliziotto con un cartello al petto. "Stipendi bassi come Brunetta". Quando un deputato si azzarda a mettere fuori la testa dal palazzo viene subissato dai cori. "Ver-go-gna, ver-go-gna".Al fianco dei lavoratori della sicurezza arriva anche Nichi Vendola. E' consapevole di non essere tra i 'suoi'. "Tranne gli uomini delle mie scorte, avete votato tutti a destra", dice guardando i manifestanti. Solo un poliziotto lo affronta polemico urlandogli in faccia "abbasso Giuliani". Gli altri applaudono, quando Vendola ricorda che "proprio per questo la protesta di oggi e' molto importante. Perche' cade la maschera tremontiana di una sicurezza agitata dal governo come una droga e poi privata delle risorse essenziali per operare giorno dopo giorno al servizio dei cittadini. Vi hanno raccontato la piu' grossa panzana insistendo sulla propaganda securitaria. A loro piacciono gli stati d'eccezione. Voi lavoratori chiedete la sicurezza dellanormalita' democratica".

sabato 17 luglio 2010

MANOVRA: SIULP, LA PROSSIMA SETTIMANA AZIONI ECLATANTI

(AGI) - Roma 16 lug - Stato di mobilitazione generale delle rappresentanze delle forze dell’ordine contra la manovra, con la piena condivisione delle rappresentanze militari, “tramite azioni di protesta eclatanti e clamorose per la prossima settimana, in concomitanza con la discussione in aula alla Camera del citato provvedimento”. La annuncia in una nota il sidacato di polizia Siulp. “Dopo che il Camper per la Sicurezza Siulp a Roma ha concluso oggi la raccolta firme di tanti cittadini e politici - si legge in una nota del Siulp -, dopo le conferenze stampa dei ministri Tremonti e La Russa in cui annunciavano l’inserimento degli emendamenti richiesti, ancora nel maxiemendamento non compare traccia di soluzione”.
“La si traduca in norma correggendo l’articolato nel senso richiesto”, questo l’appello di Felice Romano (SIULP) in modo che “la volonta’ di farlo abbandoni definitivamente la strada degli annunci mediatici”. Forte la delusione del Siulp per l’ostinazione del Ministro dell’Economia, che non raccogliendo le volonta’ dei sindacati e dei Ministri Maroni e La Russa, si ostina a non voler sentire. “Ci offende, il suo non capire che questo diritto e’ “un’indispensabile cerniera” tra legalita’ e sviluppo economico, ingredienti necessari per il rilancio dell’economia e del Paese, per l’ordine e la sicurezza pubblica quali garanzie per la pacifica convivenza. Per la salvaguardia del sistema sicurezza/difesa e la tutela della dignita’ di tutti gli operatori che quotidianamente si sacrificano per tale bene, la totalita’ dei Sindacati di Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale, le Rappresentanze della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica Militare a cui si aggiungono con iniziative autonome i Co.Ce.R. delle altre FF.AA, chiedono risposte alla “totale sordita’ del Ministro Tremonti”. “Non accogliere l’emendamento dei Ministri dell’Interno e della Difesa, frutto di lavoro e mediazione, pur rispondente alle esigenze di non intaccare il tetto massimo della manovra, e’ politicamente miope e istituzionalmente inaccettabile” prosegue Romano, “dopo aver “sconfessato” politicamente i suddetti Ministri, a poco serve l’intervento del Capogruppo al Senato del PDL, Sen. Gasparri che ha tentato di dare una stupefacente interpretazione, rassicurante, rispetto all’articolato che gli stessi uffici legislativi dei ministeri interessati definiscono incerto e difficilmente sostenibile. L’unica ‘pezza’ applicata, rimane il fondo di 160 mln, o meglio di di 80 mln l’anno o forse, stando a quanto riferito, di 12 euro lorde a persona, chiamando le cose col loro nome”.(AGI)

domenica 11 luglio 2010

I 160 milioni non bastano: ancora uno sforzo o protesta si acuira'

Manovra: Sap pronto a nuova mobilitazione comparto sicurezza.
Roma, 11 lug. (Apcom) - Possibile una nuova mobilitazione del comparto sicurezza contro la manovra economica del Governo. "Le pressioni del Sap e dei maggiori sindacati di Polizia hanno convinto il signor Tremonti - afferma Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia - ad aprire i cordoni della borsa, tenuta fino ad oggi particolarmente stretta per quel che riguarda il Comparto Sicurezza. In questa chiave va letta la proposta governativa di istituire un fondo pari a 160 milioni di euro. Ma occorre un ultimo, fondamentale sforzo. Per questo stiamo lavorando a stretto contatto con parlamentari di maggioranza ed opposizione per modificare gli effetti dell`articolo 9, comma 1, del decreto contenente la manovra finanziaria integrativa". "Resta un fondamentale passaggio da portare avanti per le forze di polizia - dice Tanzi -, quello relativo agli assegni di funzione, al trattamento economico da ispettore superiore dopo 10 anni di permanenza nella qualifica di ispettore capo e al trattamento economico di fine rapporto. Lo slittamento a giovedi' 15 luglio della discussione al Senato della manovra, frutto anche delle nostre pressioni, permettera' alla Commissione Bilancio, che sta vagliando le ulteriori proposte di modifica, di avere qualche giorno in piu' per 'meditare' e inserire le opportune soluzioni emendative, che dovranno tradursi nel cosiddetto maxiemendamento". "E' questo un fondamentale momento di verita' - conclude il segretario generale del Sap - che determinera' l'acuirsi o meno dello stato di mobilitazione del Sap, dei maggiori sindacati di Polizia e dell'intero Comparto Sicurezza, pronti a mettere in campo ogni forma di protesta e dissenso possibile, pur sempre legittima, per difendere i diritti del personale in divisa".

Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno