mercoledì 4 gennaio 2012
mercoledì 30 novembre 2011
Basta certificati con la legge di stabilità
Di cosa si tratta?
L’art. 15 della legge, al primo comma, prevede che a partire dal 1° gennaio 2012 (praticamente tutte le disposizioni della legge di stabilità entrano in vigore a partire dall’inizio del prossimo anno) le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati: invece, nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione (ad esempio Comune, Provincia, Regione, Ministeri, Scuole, Agenzia delle Entrate, ecc.) e i gestori di pubblici servizi (come le Società che gestiscono i rifiuti, i trasporti, i servizi idrici, ecc.) i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dalle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà.
Cerchiamo di essere più chiari.
Dunque, sino a poco tempo fa poteva capitare che un ente pubblico chiedesse al cittadino un certificato per chiudere un procedimento amministrativo: ad esempio, il Comune poteva richiedere lo stato di famiglia per riconoscere il diritto dei figli a godere della mensa scolastica.
A partire dal 2000, con il famoso DPR 445/2000 (ricordatevi e se avete tempo studiatevi questo DPR, è fondamentale nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni), tali certificazioni potevano essere sostituite con una c.d. “autocertificazione”, tecnicamente una dichiarazione sostitutiva di certificazione. Senonché, gli enti pubblici – notoriamente lentissimi nel recepire le novità favorevoli al cittadino – hanno continuato per anni a chiedere e, a volte, persino a pretendere le certificazioni.
Al che il cittadino medio si chiedeva che senso avesse che un’amministrazione pubblica chiedesse al cittadino un certificato rilasciato da un’altra amministrazione pubblica: nel 2011, nell’era di internet, un tale incombente burocratico appariva ancora più anacronistico.
Ecco allora la novità: se era già previsto per legge che i cittadini potessero sostituire le certificazioni relative allo stato, alle qualità personali e ai fatti (ad esempio residenza, cittadinanza, stato di famiglia, iscrizione ad albi, professione, qualità di legale rappresentante, ecc.) con una autocertificazione, a partire dal 1° gennaio 2012 tutte le pubbliche amministrazioni non potranno nemmeno più chiedere i certificati. Anzi, tutti i certificati rilasciati da amministrazioni pubbliche non saranno più validi ed utilizzabili al di fuori dei rapporti tra privati. Gli stessi certificati, infatti, d’ora in poi riporteranno a pena di nullità una espressa dicitura del seguente tenore: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Saranno le pubbliche amministrazioni a dover autonomamente acquisire le informazioni oggetto di autocertificazione: non potranno in nessun caso chiederle ai privati cittadini sotto forma di certificati.
Conclusioni.
Dal 1° gennaio 2012, quindi, i certificati varranno solo tra privati, mentre nessuna amministrazione pubblica e nessun esercente un pubblico servizio potrà richiederveli: varranno solo ed esclusivamente le autocertificazioni. Nel caso, poi, qualche funzionario vi chiedesse di produrre un certificato, rinfrescategli rispettosamente la memoria (ricordate l’art. 15 della legge di stabilità 2012 o, più genericamente, il DPR 445 del 2000): in caso di insistenza da parte sua, non tardate a interpellare un superiore gerarchico ed a segnalare la cosa.
mercoledì 23 marzo 2011
SINDACATI DI POLIZIA E COCER RICEVUTI DAL GOVERNO: SPOSTARE LE RISORSE DEL RIORDINO DELLE CARRIERE PER FAR FRONTE AI TAGLI

Presenti tutti i Ministri e i Sottosegretari di riferimento. In particolare erano presenti il Ministro la Russa e il Sottosegretario alla difesa Guido Crosetto, il Ministro Maroni e il Sottosegretario agli Interni Mantovano e il Ministro della Giustizia Alfano. Anche questa volta, il grande assente è stato il rappresentante politico del dicastero dell’Economica.
All’apertura dei lavori il presidente del “Tavolo di concertazione” dott. Gianni Letta Sottosegretario al Consiglio dei Ministri, ha preso atto della serietà che hanno dimostrato i sindacati e i Co.Ce.R., a fronte di un giustificato stato di malessere espresso nelle diverse sedi istituzionali. Sempre il dott. Letta ha affermato, che è stato molto importante riportare il confronto nella sede istituzionale.
La proposta che in termini generali verrebbe accolta è quella di spostare le risorse per il riordino delle carriere e la specificità, per far fronte ai penalizzanti tagli derivanti dalla finanziaria della scorsa estate.
Il Presidente del Co.Ce.R. Interforze, tra l’altro, ha sottolineato sotto l’aspetto tecnico, l’importanza di coprire in maniera completa le esigenze economiche per il 2011. Inoltre ha chiesto di tentare il varo, entro la fine dell’anno solare, di una legge delega per il riordino delle carriere da finanziare con fondi del 2012. Tanzi del S.A.P. ha rimarcato con forza la necessità di aprire un confronto sulle pensioni.
Il colonnello Azzaro CC. ed in particolare il ten. Col. Bottacchiari A.M. hanno chiesto di vedere la bozza dell’eventuale decreto, in quanto non si comprende in che termini verranno attutiti i danni discendenti dalla finanziaria in questione.
Al termine degli interventi, ho avuto l’opportunità di prendere la parola. Appellandomi all’onestà intellettuale del dott. Letta, ho chiesto se dei riconoscimenti importanti come l’assegno funzionale verranno salvaguardati oppure no. Per chiarezza è importante riflettere sul fatto che, le risorse del riordino delle carriere erano per non dirigenti e non direttivi. Oggi servono per risolvere la questione dei tagli stipendiali di tutte le categorie in particolare della dirigenza. Se neanche l’Assegno Funzionale verrà riconosciuto, non potremo dire che la riunione è andata bene. A fronte delle importanti richieste come l’apertura del tavolo della concertazione e del riordino delle carriere, ho chiesto l’applicazione della norma sul ruolo negoziale, approvato con la legge della cosiddetta Specificità.
Stoicamente per l’ennesima volta in dieci anni ho rappresentato come un riconoscimento funzionale migliore agli uomini della Guardia Costiera può apportare maggiore efficienza e sicurezza per l’operatività dei 12.000 uomini. Allo stesso tempo è importante un aumento del personale anche proveniente dalle altre amministrazioni in esubero. Ciò potrebbe risolvere due problemi con un provvedimento.
Il dott. Letta ha concluso con l’auspicio di poter dare una risposta chiara e positiva con il prossimo Consiglio dei Ministri, al massimo con il successivo.
La speranza è che in questo momento storico determinati istituti vengano salvaguardati, indipendentemente da tutto, perché rappresentano un riconoscimento per gli impegni dei militari e gli appartenenti alle forze ad ordinamento civile.
Mai come questa volta, sarà dovere di tutto il Co.Ce.R. Interforze unito trovare gli equilibri per aprire un importante dialogo con le amministrazioni e il Governo, al fine di risolvere i tanti problemi urgenti ai quali il personale attende una risposta.
Antonello Ciavarelli
(delegato CoCeR MM della Guardia Costiera)
http://www.effettotre.com/archivio_effettotre/cocer_sindacati_22_03_2011.pdf
sabato 10 luglio 2010
SIAMO SEMPRE PIU’ LONTANI DALLE DEMOCRAZIE EUROPEE: LA CAMERA DEI DEPUTATI BOCCIA QUASI ALL’UNANIMITA’ LA LIBERTA’ SINDACALE PER I MILITARI ITALIANI
Il 7 luglio scorso la Camera dei Deputati ha discusso una serie di mozioni presentate da tutti i Gruppi parlamentari sulle risorse destinate al settore della difesa; tra esse la mozione 1-00404 dell’On. Cicu (PDL).Nel corso dell’esame di questa mozione il gruppo di deputati del Partito Radicale, primo firmatario On. Maurizio Turco, aveva presentato l’emendamento 1-00404/2 che avrebbe impegnato il Governo ad estendere al personale militare il pieno godimento dei diritti sindacali.
Di seguito il testo dell'emendamento radicale:
“””Nel dispositivo, al quinto capoverso, sostituire le parole: anche attraverso con le seguenti: estendendo al medesimo il pieno godimento dei diritti sindacali, nonché ad avviare».1-00404/2. Maurizio Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Zamparutti.””””
La stragrande maggioranza dei 503 deputati presenti si è espresso contro l’estensione dei diritti; l’emendamento in questione è stato infatti bocciato da tutti i gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione (485 voti), con la sola eccezione di 9 deputati che si sono espressi favorevolmente per i diritti sindacali ai militari e di altrettanti che si sono astenuti.
Questa la sparuta pattuglia di Onorevoli che si sono espressi a favore dell’emendamento:
Beltrandi Marco (PR)
Bernardini Rita (PR)
Calvisi Giulio (PD)
Capano Cinzia (PD)
Farina Coscioni Maria Antonietta (PR)
Grassano Maurizio (Misto)
Turco Maurizio (PR)
Viola Rodolfo Giuliano (PD)
Zamparutti Elisabetta (PR)
E questi gli astenuti:
Evangelisti Fabio (IDV)
Farina Gianni (PD – residente in Svizzera ed eletto nella circoscrizione estera Europa)
Giulietti Giuseppe (Gruppo MISTO, già segretario del sindacato dei giornalisti RAI)
Lo Presti Antonino (PDL, fedelissimo di Gianfranco Fini)
Nannicini Rolando (PD)
Nicco Roberto Rolando (Minoranze linguistiche, valdostano)
Rossa Sabina (PD, figlia di Guido Rossa, sindacalista della CGIL ucciso dalle BR nel 1979)
Santagata Giulio (PD, fedelissimo di Romano Prodi)
Tenaglia Lanfranco (PD, giè membro del CSM)
E' disponibile il quadro completo e dettagliato della votazione in questione (nr. 14) con l’avvertenza che i deputati che erano favorevoli all’emendamento sono indicati con la lettera C e gli astenuti con la A; coloro che sono indicati con la lettera F (quasi tutti) sono i deputati contrari ad estendere ai militari italiani i diritti sindacali.
Meditiamo...
giovedì 28 maggio 2009
SICUREZZA: SILP, DA BRUNETTA PAROLE IN LIBERTA'

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Delle due, l'una: o ''alcuni
esponenti di governo, sulla sicurezza, pronunciano parole in
liberta', oppure si vuole aprire una questione istituzionale con
la polizia''. Cosi' il segretario del Silp-Cgil Claudio
Giardullo risponde al ministro Brunetta, sottolineando comunque
che ''in entrambi i casi e' doveroso un chiarimento da parte
dell'esecutivo''.
''Nel nostro paese gli operatori di polizia e i cittadini -
dice Giardullo - attendono ancora di sapere qual e' la raffinata
strategia di sicurezza che sta dietro i tagli alle forze
dell'ordine, la riduzione delle volanti, la chiusura dei
commissariati, la riduzione del personale, con inevitabile
aumento dell'eta' media degli operatori, l'impiego dei militari
in compiti per i quali non sono preparati o l'apertura del
mercato della sicurezza privata con le ronde''. E in questo
scenario ''il ministro Brunetta non trova di meglio che
discettare sui poliziotti 'panzoni' - conclude Giardullo -
dimenticando il contributo, professionale e personale, delle
forze di polizia nella lotta alla criminalita', e dimenticando
di onorare i propri impegni di ministro della Funzione Pubblica,
come quello sulla tutela del personale che subisce infermita' a
causa dell' impegno operativo''.(ANSA).
Commenta anche su:
FORUM del Laboratorio Polizia Democratica