domenica 24 agosto 2008

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL MARESCIALLO VERSACI


Si sono svolti alle 15,30 del 18 agosto in Magliano Alpi, nella Parrocchia della Madonna del Carmine, i funerali del Maresciallo Aiutante della Guardia di Finanza Salvatore Versaci, in servizio a Torino, presso il Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Piemonte. Erano presenti, oltre ai familiari, il Comandante del Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Piemonte della Guardia di Finanza, il Cappellano Militare Capo Mons. Jean Pierre Ravotti, che ha officiato la funzione e rappresentanze dei Reparti di Torino e Cuneo.
Appassionato di equitazione, aveva trasmesso l’amore per lo sport al figlio. A ferragosto, mentre osservava gli esercizi di salto ostacoli che il ragazzo stava eseguendo, è stato colto da un grave malore e per lui non c’è stato più nulla da fare. Avrebbe compiuto 41 anni il giorno dopo.
Nato a Como, era cresciuto in Sicilia dove il padre, Appuntato del Corpo ora in pensione, svolgeva il suo servizio.
Arruolatosi nelle Fiamme Gialle a vent’anni e fregiatosi ben presto della specializzazione di Istruttore di Tiro di secondo livello, ha prestato servizio dapprima presso il Battaglione Allievi Finanzieri di Mondovì, poi in forza alla Tenenza di Saluzzo, per giungere, infine, al Reparto T.L.A. Piemonte, dove si occupava dell’addestramento al tiro dei militari presso il locale Poligono.
L’Ispettore, che risiedeva a Magliano Alpi, lascia la moglie ed un figlio di 14 anni, ai quali vanno i sentimenti di vivo cordoglio e sentita partecipazione di tutte le Fiamme Gialle.
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=53389&cat_code=1

sabato 23 agosto 2008

AGENTE FERITO NELLA RIVOLTA ALL'EX CPT, LA POLIZIA: PRONTI A SCIOPERARE



CronacaQui: CRONACA
Al Brunelleschi

TORINO - Materassi e tavoli di legno incendiati, oggetti scagliati contro le forze dell’ordine e un agente contuso. È il bilancio dell’ultima rivolta al Cie, l’ex Cpt di corso Brunelleschi. La prima per gli alpini della Taurinense. L’ennesima per quei poliziotti che ora annunciano proteste clamorose e valutano la possibilità di indire uno “sciopero bianco”.

Sommossa nella notte La tensione è esplosa domenica notte, attorno alla mezza, quando un giovane straniero, sedicente marocchino, ha dato in escandescenze mentre attendeva di entrare nella sala medica. Trasferito nei giorni scorsi a Torino da Modena, dove pare si fosse già reso protagonista di episodi simili, il nordafricano avrebbe incominciato ad inveire contro il personale. Gli altri immigrati, a questo punto, avrebbero colto la palla al balzo, sfruttando la confusione venutasi a creare per dare il via a tumulti che per essere sedati hanno richiesto l’intervento di numerosi poliziotti, carabinieri, alpini e vigili del fuoco. Gli immigrati, dopo aver colpito gli uomini delle forze dell’ordine con un fitto lancio di oggetti, si sono barricati nei moduli abitativi e, rispettando un copione ormai consolidato, hanno tentato, invano, di incendiare i materassi fatti di un materiale ignifugo. La rabbia degli stranieri (57 in tutto), si è allora concentrata sui tavoli di legno della sala mensa, dati alle fiamme. L’intervento degli uomini delle forze dell’ordine ha evitato il peggio e, dopo circa un’ora, la situazione è tornata alla calma.

I sindacati minacciano lo sciopero Durante i tumulti, un poliziotto è rimasto contuso. E mentre la Lega, attraverso l’onorevole Allasia, sostiene che «questi comportamenti non possono più essere tollerati», il Sap si rivolge direttamente a Maroni e paventa proteste «clamorose». «Abbiamo chiesto da tempo al ministro dell’Interno di rinforzare l’organico in forza alla struttura - ha detto Massimo Montebove, portavoce nazionale - si è preferito invece, impiegare la Taurinense e lasciare fuori i poliziotti e i carabinieri, salvo poi richiedere il loro aiuto per sedare risse e risolvere problemi. A queste condizioni non ci stiamo più. O arrivano risposte concrete, o altrimenti le forze dell’ordine e la polizia di Stato sono pronte a mettere in pratica forme di protesta anche clamorose». I poliziotti, in particolare, stanno valutando due possibilità. «Potremmo mobilitarci con presidi fissi di colleghi fuori servizio davanti ai Cie, ma anche mettere in pratica uno sciopero bianco. In pratica, i poliziotti si atterrebbero alla rigorosa esecuzione degli ordini di servizio. Senza fare nulla in più. E i cittadini se ne accorgerebbero subito. Perché se possono dire di sentirsi sicuri, è grazie al buonsenso degli agenti che quotidianamente fanno più di quello per cui sono pagati».

L’altra versione dei fatti Tornando alla rivolta, anche questa volta i siti web dell’anarchia torinese hanno lanciato la notizia. E la versione dei fatti, come al solito, contrasta con quella ufficiale. «Un detenuto dell’area rossa - hanno scritto - ha fatto notare che gli sono stati dati farmaci sbagliati. La discussione tra i due si è accesa, al che la crocerossina ha ordinato a tutti di mettersi in fila e di andare in infermeria per prendere la terapia. Il primo ad entrare è stato il ragazzo che si era lamentato, ma quando è uscito non riusciva a camminare perché i poliziotti lo hanno picchiato. I detenuti hanno iniziato ad urlare e a bruciare tutto».

s.tam.
19/08/2008
http://www.cronacaqui.it/news-agente-ferito-nella-rivolta-allex-cpt-la-polizia-pronti-a-scioperare--_11133.html

giovedì 14 agosto 2008

CONCLUSO IL CASO CIAVARELLI!


da http://www.forzearmate.org/

Come atteso, in data 9 agosto u.s. si è svolto il procedimento disciplinare a carico del delegato Co.Ce.R. Antonio Ciavarelli.


Alta è stata l’attenzione sul caso in quanto, oltre a colpire umanamente un collega per aver legittimamente espresso il suo personale e costruttivo pensiero, l’azione disciplinare partita su segnalazione dello Stato Maggiore Marina poteva essere interpretata come pretestuosa, al fine di limitare il lavoro di uno dei più attivi delegati Co.Ce.R.. Infatti, unanimi sono state le azioni a tutela e solidarietà dell’attività del delegato, espresse dai tanti scritti sul blog, dalle delibere a suo favore dei Consigli di tutti i livelli della rappresentanza (Interforze e Marina compresi) e da tutti i Sindacati di Polizia.


L’avvio di una azione disciplinare, che si fosse conclusa in maniera negativa per il delegato, sarebbe stato un grave precedente che avrebbe condizionato tutta la Rappresentatività dei militari e il suo processo evolutivo.


Dopo quasi tre ore di lavori il Comandante di Corpo di Taranto (Comando presso il quale Ciavarelli presta servizio) sentita il parere della Commissione costituita, ha sancito che il comportamento del delegato Ciavarelli non è risultato disciplinarmente sanzionabile.


Ci si augura che da questo caso si prenda spunto perchè finalmente i delegati, la parte politica e gli Stati Maggiori percepiscano l’esigenza di una urgente riforma del sistema di rappresentatività dei militari.

mercoledì 13 agosto 2008

PATTO TRA COMUNE-GDF CONTRO I «FURBETTI»

DOMODOSSOLA, FIRMATO PROTOCOLLO DI INTESA

L’accordo siglato consentirà di scambiarsi dati per individuare le persone che usufruiscono di servizi sociali e contributi senza averne alcun diritto, danneggiando in questo modo chi ne avrebbe davvero bisogno

Domodossola. Si sente spesso parlare di falsi invalidi, finti poveri, e di persone che nonostante se la passino più che bene fingono di essere poco abbienti, magari per ottenere agevolazioni pubbliche delle quali in realtà non avrebbero diritto. Proprio per contrastare questo fenomeno il Comune di Domodossola e il Comando Provinciale di Verbania della Guardia di Finanza del Vco hanno siglato un patto di ferro. Il protocollo di intesa siglato è proprio finalizzato ad attivare tutta una serie di procedure per i controlli individuali ed a campione sui redditi e i patrimoni di chi beneficia delle prestazioni pubbliche agevolate.

L’obiettivo della collaborazione è duplice: assicurare che i benefici vengano erogati a chi ne abbia effettivo diritto e tutelare gli interessi finanziari degli Enti sui quali grava l’erogazione degli aiuti.
In base all’accordo il Comune di Domodossola si impegna a fornire al Comando Provinciale della Guardia di Finanza elenchi di nominativi dei beneficiari sui quali emergano fondati dubbi sulla veridicità delle rispettive dichiarazioni oltre che a fornire, dietro specifica richiesta, documentazione ed assistenza per l’approfondimento dei controlli.

Tutte queste procedure, come hanno garantito Comune e Fiamme Gialle, avverranno sempre e comunque nel massimo rispetto della privacy e nel diritto alla riservatezza dei cittadini. I reparti della Guardia di Finanza, incaricati dei controlli, daranno comunicazione, nei modi e termini previsti, al Comune di Domodossola delle violazioni di natura amministrativa, penale e tributaria riscontrate, al fine di migliorare l’efficacia complessiva dell’azione di controllo e di verifica svolte dalla stessa amministrazione.

L’attività delle Fiamme Gialle rientra nei compiti di controllo della spesa pubblica espressamente assegnati al corpo della Guardia di finanza dal decreto legislativo 68 del 2001. In questo ambito si collocano gli interventi sulle prestazioni sociali agevolate, un tipo di attività per la quale sono già state impartite opportune direttive dal comando generale della Guardia di Finanza. Per ottimizzare l’impiego di risorse e del personale vengono stipulati, come in questo caso, protocolli d’intesa, finalizzati proprio ad ottenere informazioni selezionate relative a situazioni sospette. Proprio quelle che poi vengono utili per orientare in modo efficace l’azione di controllo

lunedì 11 agosto 2008

RICORSO CONTRO IL MANCATO AVVIO PREVIDENZA COMPLEMENTARE (C.D. "LEGGE DINI")

MANCATO AVVIO PREVIDENZA COMPLEMENTARE (C.D. "LEGGE DINI"), RICORSO DE “LA RETE LEGALE” AL TAR DEL LAZIO PER APPARTENENTI A FF.AA. E FF.PP. IN REGIME CONTRIBUTIVO. COSTO PER I SOCI FICIESSE: 10 EURO. TERMINE PER LA DOCUMENTAZIONE A ROMA: 31.10.2008

La Rete Legale ha pubblicato sul suo sito internet (http://www.laretelegale.it/) l’avviso di due ricorsi collettivi per il mancato avvio della previdenza complementare riservati:
- uno agli appartenenti alle Forze di Polizia civili e militari (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria) in regime contributivo;
- l’altro agli appartenenti alle Forze Armate tradizionali (Esercito, Marina e Aeronautica) anch'essi in regime contributivo.
Può quindi aderire il personale delle Forze Armate e di Polizia che alla data del 31.12.1995 avevano un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni o che sono stati assunti dopo il 31.12.1995.

Gli scopi dei ricorsi sono quelli di:
1) obbligare il Governo a dare immediata attuazione a quanto obbligatoriamente previsto, da ben 10 anni, dall’art. 26, comma 20, della legge n. 448/1998, cioè ad avviare le procedure di negoziazione / concertazione con le Organizzazioni sindacali e gli Organismi della rappresentanza militare per:

a. pervenire al risultato della trasformazione del TFS in TFR;

b. dare finalmente definitiva attuazione alla previdenza complementare con l’attivazione dei fondi pensione;

c. trovare adeguate e soddisfacenti "soluzioni-ponte" affinché il gravissimo ritardo (ben 10 anni) di cui si sono resi responsabili i Governi succedutisi nel tempo, non scarichi i suoi effetti negativi sulle future pensioni dei lavoratori in regime contributivo delle Forze Armate e di Polizia e sulle loro famiglie, già fortemente pregiudicati rispetto ai colleghi che godono del regime retributivo;

2) presentare i due ricorsi al Tar del Lazio per sostenere tali legittime richieste, che trovano ragione e fondamento in leggi, inattuate, dello Stato.

Si tratta, come si vede, di iniziative completamente diverse da quelle proposte da altre organizzazioni e sulle quali La Rete Legale e l’esperto previdenziale del Silp per la Cgil, Camillo BRUNO, hanno espresso nei mesi scorsi motivate riserve (si vedano gli approfondimenti pubblicati alle pagine http://www.ficiesse.it/popup.asp?id=2165 e http://www.ficiesse.it/popup.asp?id=2172.

I due ricorsi proposti oggi da La Rete Legale, infatti:

- chiamano di fronte al giudice amministrativo la parte pubblica datoriale (cioé l'Autorità di Governo) e non il legislatore (che non è suscettibile di subire azione giudiziaria);
- si basano su precisi inadempimenti a disposizioni di legge da parte del Governo (il mancato avviare la negoziazione / concertazione con i sindacati e i Cocer) e non su ipotetiche illegittimità costituzionali, che, quand’anche fossero fatte proprie dal Tar, non si ritiene possano portare a esiti positivi perché vertenti su questioni che incidono sul bilancio dello Stato e caratterizzate da una evidente valenza politica.


In ogni caso, considerata la diversità del “petitum”, possono aderire ai ricorsi de La Rete Legale anche coloro che hanno partecipato alle altre iniziative nei confronti della cosidetta "legge Dini".

Sarà comunque nostra cura pubblicare sul sito http://www.ficiesse.it/ aggiornamenti, informazioni e contributi sul tema.

ATTENZIONE:

Il termine per l'invio della documentazione a Roma è fissato al 31 OTTOBRE 2008.

I moduli di partecipazione si scaricano dal sito http://www.laretelegale.it/.

Per informazioni è possibile telefonare a La Rete Legale ai numeri 06.4742965 (anche fax), 340.2813453, 340.2993001 (a decorrere dal 28 agosto 2008, data di riattivazione degli uffici al termine delle ferie) o inviare e-mail a info@laretelegale.it.

Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno