sabato 31 maggio 2008

LA CASERMA DELLA GDF DI AOSTA CROLLATA PER IL MATERIALE SCADENTE

(la caserma della Guardia di Finanza crollata)

Aosta - Per il crollo della caserma della guardia di finanza, avvenuto nel maggio del 2003, con l’accusa di crollo di costruzione colposo, sono comparsi davanti al giudice, Serafino Pallù, 65 anni e Gioacchino Mantione, 75 anni, entrambi di Aosta.
Per il perito nominato dal tribunale, Roberto Rosetti, la variante al progetto della costruzione della caserma della Guardia di Finanza fu costruita in corso d’opera, e non in un secondo tempo.
"Dagli accertamenti eseguiti l’ipotesi per me più accreditata, anche se non lo posso dire con la certezza matematica, è che l’ampliamento sia stato fatto in corso d’opera", ha spiegato il perito Rosetti, questa mattina al giudice monocratico Paolo De Paola, il consulente incaricato di verificare se la variante, che prevedeva un piano in più e un giardino pensile, sia stata costruita in un secondo tempo, oppure il progetto era stato modificato in corso d’opera.
Per il crollo della caserma della guardia di finanza, avvenuto nel maggio del 2003, con l’accusa di crollo di costruzione colposo, sono comparsi davanti al giudice, Serafino Pallù, 65 anni e Gioacchino Mantione, 75 anni, entrambi di Aosta.OL
I consulenti di accusa e difesa concordano sul fatto che il materiale utilizzato per la costruzione della caserma della guardia di finanza, di via Chambéry era scadente. E tutti i periti sono concordi nel dichiarare che se il calcestruzzo fosse stato ottimale, le cose sarebbe andate diversamente.
Il processo è poi stato aggiornato al 16 ottobre per la discussione finale.
di Cristina Porta
da AostaSera.it - 29/05/2008

venerdì 30 maggio 2008

INTERROGAZIONE DELL'ON. VIETTI SUI PREMI ANTI-EVASIONE



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00172 presentata da VIETTI MICHELE GIUSEPPE (UNIONE DI CENTRO) giovedì 22 maggio 2008 nella seduta n.008

Al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

l'ex Ministro Padoa Schioppa, pochi giorni prima di lasciare l'incarico, ha firmato il decreto per riconoscere il premio di produzione ai dipendenti del Ministero dell'economia e delle finanze, escludendo ancora una volta la Guardia di Finanza, nonostante il Parlamento avesse sollecitato il Governo ad includerla;

il Cocer, Comitato di rappresentanza della Guardia di Finanza, ha denunciato l'esclusione dei suoi 64 mila addetti dal citato premio di produzione per la lotta all'evasione;

l'ex ministro, pur riconoscendo l'impegno politico assunto dal Governo in Parlamento, tanto da ritenere opportuno interessare il Consiglio di Stato, non ha incluso nel premio gli uomini della Guardia di Finanza -:

quali misure il Governo intenda intraprendere per risolvere una vicenda che non valorizza adeguatamente il lavoro svolto dal corpo della Guardia di Finanza, i cui uomini sono quotidianamente impegnati nella lotta all'evasione ed al contrasto del traffico di stupefacenti, in modo non meno decisivo degli altri apparati dello Stato.(4-00172)

giovedì 29 maggio 2008

DUE PETIZIONI DA SOTTOSCRIVERE DI RILIEVO PER MILITARI



Il 27 maggio 2008, il Presidente della Camera dei Deputati ha annunciato all'Assemblea la presentazione di tutte petizioni, tra le quali due di notevole importanza per tutti i militari e le forze di polizia ad ordinamento militare.La prima è intesa ad ottenere, attraverso la modifica della legge 382/78, che anche ai militari venga concesso, al pari di tutti i cittadini italiani, la possibilità di dotarsi di proprie strutture sindacali o di categoria.La seconda, invece, attraverso la modifica della legge 212/1983, intende ottenere la trasparenza e l'equità delle procedure di valutazione per la promozione al grado superiore, le quali, attualmente, sono caratterizzate da "assoluta mancanza di regole certe e prive di ogni pubblicità degli atti". In particolare questa petizione vuole ottenere l'effetto di eliminare, una volta per tutte, l'assoluta discrezionalità dei membri delle Commissioni di Avanzamento nel valutare ogni aspetto inerente il profilo del valutando. Un'attenta lettura della petizione, svelerà i meccanismi attraverso il quale ogni singolo membro della Commissione, godendo di una amplissima discrezionalità, può assegnare, a "parità di condizioni", un punteggio differente per ciascun valutando.Nota bene: la sottoscrizione di petizioni, così come stabilito dallo Stato Maggiore della Difesa con una nota del 6 febbraio u.s.,"....Costituisce sostanzialmente una pubblica manifestazione di pensiero su un argomento non di carattere riservato d’interesse militare o di servizio che, pertanto, può essere effettuata liberamente,…..”.Le due petizioni sono state accorpate con un solo numero, il 17, e pertanto, sottoscrivendo il modulo allegato a questo articolo, darete il vostro parere favorevole ad entrambe.La sottoscrizione può essere inviata in due modi:- via fax, al numero 0 6 6 7 9 0 3 5 3 della Commisione Difesa- via posta al seguente indirizzo: Camera dei Deputati - IV^ Commissione permanente (Difesa) 00186 - ROMA
Allegati:
Petizione modifica 382/78
Petizione modifica 212/83
MODULO DI SOTTOSCRIZIONE
Nota dello Stato maggiore della Difesa

SE VUOI OTTENERE IL CAMBIAMENTO, SOTTOSCRIVILE!

martedì 27 maggio 2008

DISEGNO DI LEGGE DEI RADICALI PER LA SMILITARIZZAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA.


Per quel che mi riguarda sarà mia cura scrivere personalmente ai Parlamentari firmatari di tale disegno di legge per fargli capire quanto la loro proposta di Legge, già presentata nell'anno 1979 da parlamentari del Partito Radicale, necessiti dopo quasi trent'anni, quanto meno, di un aggiornamento ai tempi moderni.

Se non erro gli appuntati Ufficiali di Polizia Giudiziaria non esistono dal 1996 (credo!!).
Potete scrivere le vostre opinioni ai parlamentari firmatari del succitato diesgno di legge.

I loro indirizzi di posta elettornica istituzionale sono i seguenti:


turco_mrz@camera.it


bernardini_r@camera.it


mecacci_m@camera.it

Un saluto,

Ex Alto Fulgor

XVI LEGISLATURA XVI : CAMERA DEI DEPUTATI DDL 270
PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa dei deputati :

ZAMPARUTTI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI


Istituzione e ordinamento del Corpo della polizia tributaria ( 270 )

Presentata il 29 aprile 2008

mercoledì 21 maggio 2008

DETASSAZIONE DEGLI STRAORDINARI: PERCHE’ SONO CONTRARIO

Il Governo si appresta a varare il provvedimento di detassazione degli straordinari; non è dato ancora sapere se lo sgravio interesserà anche i lavoratori del pubblico impiego.
Molti rappresentanti sindacali dei dipendenti pubblici, tra cui i sindacati di polizia, nonché alcune rappresentanze militari, in primis Carabinieri ed Esercito, hanno denunciato come uno scandalo l’esclusione dei loro rappresentati dall’agevolazione.
Ma la detassazione dello straordinario è compatibile con le finalità del lavoro pubblico ed in particolare del comparto difesa-sicurezza?
Per rispondere al quesito si deve innanzitutto chiarire quali sono le finalità dichiarate del provvedimento e quali sono gli effetti di politica fiscale.
Gli attuali esponenti del Governo hanno dichiarato, fin dalla campagna elettorale, che la detassazione dello straordinario, ed in generale degli elementi retributivi legati agli incentivi, ha lo scopo di favorire il decentramento della contrattazione salariale in modo che vi sia un più stretto legame fra salario e produttività: in sostanza più si lavora, meno tasse si pagano!
Lo scopo è stato ribadito ancora il 20 maggio in conferenza stampa dai tre Ministri competenti (Welfare, Economia e Funzione Pubblica).
Non è qui il caso di analizzare se lo strumento fiscale possa innescare un meccanismo virtuoso per la produttività dell’impresa italiana o se, come altri sostengono, possa solo facilitare l’elusione; è però chiaro che il mezzo sia studiato e rivolto solo all’impresa privata e che solo ragioni di opportunità politica potrebbero estenderlo alla pubblica amministrazione.
Nell’impresa privata il lavoro straordinario è utilizzato soprattutto perché si tratta di uno strumento agile e flessibile che può far fronte prontamente alle necessità della produzione (intesa come soddisfazione dei fabbisogni sia esterni che interni all’azienda).
L’utilizzo dello straordinario in azienda è però fatto a ragion veduta, grazie al conflitto d’interessi tra imprenditore e lavoratori (e loro rappresentanze): il primo lo richiede solo se necessario, il secondo lo svolge solo se retribuito.
La medesima circostanza non si può certo dire del pubblico impiego, ed ancor meno del comparto difesa-sicurezza, come evidenzierò in seguito.
Una maggiore remunerazione dello straordinario, senza incidere sui costi dell’azienda ma a discapito della fiscalità generale, potrebbe facilitare lo spostamento dell’asse contrattuale dall’attuale componente fissa a quella accessoria, legata appunto alla produttività.
E’ ripetibile lo stesso meccanismo nella pubblica amministrazione? No, perché nel pubblico impiego maggiori ore lavorate non significano maggiore produzione, tutt’altro…
In primo luogo l’efficienza nella produzione di servizi pubblici è nella generalità dei casi inversamente proporzionale alle ore prestate: il bravo impiegato pubblico è quello che sbriga la pratica nel minor tempo possibile, non con maggiori ore di lavoro.
In secondo luogo perché nelle amministrazioni statali non esiste quel conflitto d’interessi tipico del privato in quanto il dirigente pubblico naturalmente non impiega capitale proprio di rischio come l’imprenditore, né risponde dell’inefficienza della propria struttura, come accade invece ad un manager al proprio azionariato.
Non vi è quindi alcun interesse pubblico nell’incentivare lo straordinario del dipendente statale.
Alcuni eccepiscono la particolarità delle Forze di Polizia; una detassazione del loro straordinario comporterebbe una aumento della prestazione e quindi della sicurezza dei cittadini.
Ma lo status giuridico degli addetti alla sicurezza, ed in particolar modo dei militari come quelli della Guardia di Finanza privi di diritti sindacali, non consente molti margini di scelta al singolo qualora si rendano necessarie maggiori ore di servizio da prestare (se le esigenze di servizio impongono di lavorare oltre le canoniche 36 ore settimanali lo devi fare, con o senza detassazione).
Inoltre attualmente molte delle ore di straordinario prestate non sono remunerate ma devono essere recuperate, data la normale insufficienza del monte ore retribuibile (infatti lo sforamento è circostanza che dovrebbe avvenire, in teoria, solo per fattive esigenze).
Quindi quale effetto utile avrebbe sulla “produzione di sicurezza” una detassazione dello straordinario se:
- non posso decidere liberamente se farlo?
- non so se mi verrà retribuito?
(Però paradossalmente non si hanno i fondi per remunerare ore già prestate da parecchi anni: vi è in questi mesi il rischio di una restituzione delle somme corrisposte anni fa ad alcuni Finanzieri piemontesi, a seguito di sentenza del TAR, per delle ore di straordinario non recuperate.)
Ne consegue che il fine per gli statali sarebbe solamente quello di una "supposta" equa redistribuzione del reddito tramite la politica fiscale; infatti le rappresentanze del comparto (sindacati o Cocer) ne sono consapevoli e non hanno mai fatto riferimento agli effetti sull’efficienza produttiva, scopo invece esplicitamente perseguito dal Governo.
Al di là del fatto che se si volesse agire sui salari del ceto medio-basso, tra cui i militari, sarebbe più logico modificare la fiscalità generale con ad esempio una semplice variazione delle aliquote oppure un aumento delle detrazioni; la detassazione dello straordinario comunque non favorirebbe nemmeno l’equità fiscale.
E’ statisticamente dimostrato che un largo utilizzo del lavoro straordinario è appannaggio di una ristretta categoria di lavoratori con determinate caratteristiche (anzianità di servizio, posizione medio alta nell’organizzazione, uomini e/o single) che consentono un’ampia libertà di scelta del tempo lavorativo.
Per quanto riguarda poi le organizzazioni militari la categoria si restringe maggiormente poiché, caso unico nel panorama lavorativo, la dirigenza usufruisce della retribuzione del lavoro straordinario per giunta in auto-certificazione e con una gestione senza alcun contradditorio con la controparte sindacale (si veda a tal proposito l’affermazione di qualche anno fa dell’On. Ramponi in Commissione Difesa alla Camera per il quale lo straordinario è strumento di comando in quanto premio per i più meritevoli e quindi da sottrarre alle competenze della rappresentanza militare).
La detassazione pertanto non sarebbe strumento di equità fiscale ma di ulteriori divari tra coloro (molti) che prestano marginalmente lavoro straordinario, magari in gran parte non retribuito, e chi (pochi) che se ne avvalgono senza controllo esterno.
Infine si consideri che l’applicazione di una aliquota fissa al 10% è una eccezione al principio costituzionale della progressività del sistema fiscale (art. 53 Cost.) che, per le imposte personali come l’IRPEF, dovrebbe essere sempre perseguito a meno che altre finalità costituzionalmente garantite (ad esempio la tutela del risparmio) non ne consentano una parziale disapplicazione; peraltro il reddito limite di 35.000 euro può in parte ristabilire una certa progressività dell’imposta.
Nel caso dei dipendenti pubblici si verrebbe invece a creare un doppio vulnus costituzionale, sia alla progressività dell’imposta che al buon andamento della pubblica amministrazione: ne vale la pena?

Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno