venerdì 25 settembre 2009

'SPARITE' LE NORME ANTIFANNULLONI

Brunetta nega, sindacato conferma

Abrogate le disposizioni annunciate dal ministro come la rivoluzione della P.A.I confederali: "Erano anticostituzionali. Mentre i veri problemi non sono mai stati affrontati"
La replica del ministero: "Modificate solo le fasce di reperibilità, la produttività era aumentata". Cgil e Cisl: "Tutto vero"

di ROSARIA AMATO


ROMA - Doveva essere la 'rivoluzione' del Pubblico Impiego. Ma, come sempre, alla rivoluzione è seguita la restaurazione. E così è stata silenziosamente abrogata con un decreto legge pubblicato l'1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa 'antifannulloni' varata l'anno scorso dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un'unica 'ora d'aria' dalle 13 alle 14). Di questi punti, il ministero in un comunicato di replica riconosce solo il ripristino di fasce ridotte di reperibilità, ma il sindacato conferma tutto. Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche. Ai dipendenti pubblici e ai loro sindacati non è rimasto che chiedersi, come fa per esempio la Flp, "perché quando sono state introdotte certe norme, come la reperibilità di 11 ore al giorno in caso di malattia, lo si è fatto con le "fanfare", tuonando contro i dipendenti pubblici assenteisti e fannulloni e ora che fa marcia indietro il ministro Brunetta non rilascia nemmeno una misera dichiarazioncina alla stampa?". Forse perché il provvedimento era ampiamente incostituzionale, obiettano i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. "Noi abbiamo chiesto fin dal nostro congresso di maggio al ministro Brunetta di tornare indietro e di rendere omologate al privato tutte le regole del pubblico - dice Giovanni Faverin, segretario Cisl-Funzione Pubblica - Le norme ora abrogate erano frutto di un eccessivo accanimento con il controllo, stavano in una logica di pressione dell'opinione pubblica".
OAS_RICH('Middle');"Le norme precedenti sono state ripristinate a seguito alle pressioni di noi sindacati - conferma Salvatore Bosco, segretario della Uil Funzione Pubblica - che abbiamo subito denunciato la nuova normativa come punitiva e illogica". "Si conferma il fatto che avevamo ragione quando parlavamo di 'Tanto rumore per nulla'", dice ironicamente Carlo Podda, segretario della Cgil Fp. E adesso? Adesso è tutto come prima, peggio di prima, denunciano i sindacati. "Dopo oltre un anno di annunci mediatici - rileva amareggiato Podda - i cittadini e le imprese possono purtroppo vedere che laddove i servizi funzionavano più o meno bene continuano a farlo, e così là dove funzionavano male. Semmai c'è il rischio che, con tutti i tagli fatti dal governo, anche là dove le cose funzionavano non troppo male adesso vadano peggio. E invece c'è bisogno di una Pubblica Amministrazione che funzioni, e noi sindacati, a differenza di quello che dice il ministro, abbiamo tutto l'interesse perché funzioni davvero". "Prima di mettere mano a questa materia in modo così ideologico - aggiunge Bosco - scatenando la campagna mediatica contro i fannulloni, avrebbe dovuto verificare cosa davvero non funziona nella PA e in particolare nei dirigenti, nella politica che mette le mani dappertutto. Interessi profondi e molto concreti, altro che i dipendenti fannulloni. Adesso la sua campagna pubblicitaria gli si sta rivoltando contro. E infatti gli ultimi dati che sono usciti sull'incidenza delle malattie fanno vedere che ad agosto c'è stato un aumento". "Da parte nostra - conclude Bosco - dopo questa vicenda rimane la sgradevolissima sensazione di un ministro che non incide in alcun modo sui problemi veri della P.A., che non ha alcuna intenzione, per esempio, di intervenire sugli sprechi e sulle consulenze (i cui costi si aggirano intorno ai due miliardi annui)". La replica. Il ministero della P.A. sostiene però che la "rivoluzione" non si è fermata e, in un comunicato stampa, nega il colpo di spugna sulle norme. Ammettendo però che una modifica sostanziale c'è stata: "L'unica modifica intervenuta nel decreto-legge 1° luglio 2009 n. 78 riguarda le fasce di reperibilità, che sono state uniformate nella durata a quelle vigenti nel settore privato". Intervento, dice il ministero, "deciso anche a seguito dei confortanti risultati del monitoraggio sulle assenze per malattia nella P.A.". "Al contrario - prosegue il comunicato del ministero - non si è intervenuto in alcun modo sulle disposizioni vigenti in materia di trattenute economiche e di certificazioni mediche dei dipendenti pubblici. Va però precisato che queste ultime saranno presto gestite online dall'Inps e si renderà quindi necessario uniformare la loro disciplina con quelle nel settore privato". Ma il sindacato conferma tutte le modifiche (vedi tabella): la penalizzazione economica per i dipendenti in malattia è rimasta solo nella norma del cosiddetto "salario accessorio", e la possibilità di certificazione è di nuovo estesa ai medici convenzionati. Modifiche, precisa la Cisl, che sono "frutto del dialogo e del senso di responsabilità di governo e sindacato". "Siamo riusciti ad eliminare gli eccessi del provvedimento - dice Faverin - e gli elementi punitivi verso i lavoratori, ma nel quadro di obiettivi condivisi e dello sforzo per aumentare l'efficienza delle amministrazioni pubbliche". "I problemi della P.A. sono rimasti irrisolti da quando si è insediato il ministro Brunetta - ribadisce Podda per la Cgil - Sarebbe ora che ci mettessimo intorno a un tavolo per cercare una soluzione davvero produttiva".
(25 settembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/pubblica-amministrazione/legge-fannulloni/legge-fannulloni.html




giovedì 24 settembre 2009

GDF: CELEBRATA A TORINO RICORRENZA DEL PATRONO SAN MATTEO


Torino, 21 set. - (Adnkronos) - La Guardia di Finanza di Torino ha celebrato questa mattina nella Chiesa di Santa Rita la ricorrenza di San Matteo, patrono del corpo.La cerimonia religiosa e' stata officiata dal Vescovo di Susa,Monsignor Alfonso Badini Confalonieri e concelebrata dal Cappellano Regionale, Monsignor Jean-Pierre Ravotti, unitamente ai Cappellani militari di Torino. Alla funzione religiosa hanno presenziato il Comandante Regionale del Piemonte, Generale di Divisione Vincenzo Basso, gli Ufficiali ed una folta rappresentanza di militari in servizio a Torino, unitamente ai loro familiari, nonche' i delegati del Consiglio di Base di Rappresentanza ed esponenti della Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia.

martedì 22 settembre 2009

L’ISTANZA PER L’EQUIPOLLENZA DEI TITOLI CONSEGUITI AL TERMINE DEI CORSI PRESSO GLI ISTITUTI MILITARI

Il Decreto Interministeriale del 16 aprile 2009 ha previsto il riconoscimento dell’equipollenza delle specializzazione conseguite al termine di corsi frequentati dai sottufficiali con i titoli rilasciati dagli istituti professionali, anche ai fini dell’ammissione agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di II grado.
A chi interessasse il riconoscimento qui può trovare un fac-simile di domanda, preparata da un amico, da presentare ad un istituto professionale; l’istanza in marca da bollo deve essere accompagnata da una attestato del corso svolto.


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Nome Cognome
Residenza
Recapiti telefonici

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Spett.le
Istituto Professionale ----------
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---------

(RACCOMANDATA A MANO O R/R)

OGGETTO: istanza di riconoscimento del Diploma di qualifica di “---------”.


Spett.le Istituto Professionale,
in virtù dell’art. 1, comma 1, del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, emanato il 16.04.2009 di concerto con i Ministri della difesa, dell’economia e delle finanze, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, lo scrivente, Ispettore/Sovrintendente del Corpo della Guardia di Finanza in servizio presso ___________________ col grado di ______________, chiede il riconoscimento del Diploma di qualifica di “-------------” corrispondente alla specializzazione/qualifica/abilitazione di “-----------------” (elencata nell’annessa tabella “A” al citato decreto interministeriale) ottenuta a seguito di corsi ed esami presso ___________ della Guardia di Finanza.

Ad ogni buon fine si allega:
§ copia conforme dell’attestazione rilasciata dal Comando --------------;
§ copia del decreto interministeriale datato 16.04.2009;
§ stralcio della tabella “A” del citato decreto interministeriale, relativo alla corrispondenza dei corsi della Guardia di Finanza con i diplomi professionali ex D.M. 14 aprile 1997).

All’uopo dichiara:
§ di essere nato a -----;
§ il ---- ;
§ codice fiscale:-----

In attesa di un gentile riscontro, porgo distinti saluti

firma

venerdì 18 settembre 2009

SICUREZZA: COCER GDF, PROMESSE NON MANTENUTE DAL GOVERNO 'STANZIATE RISORSE PER IRRISORIO AUMENTO DI 1 EURO AL GIORNO'

Roma, 17 set. - (Adnkronos) - "Le risorse finanziarie stanziate permetteranno di corrispondere un aumento netto di poco piu' di 1 euro al giorno: somma talmente irrisoria che svilisce la professionalita' del personale e ne offende la dignita'". E' il giudizio che il Cocer della Guardia di finanza da' sull'avvio delle procedure negoziali per il rinnovo contrattuale delle forze dell'ordine e delle forze armate relativo al biennio economico 2008- 2009 in scadenza nel dicembre prossimo. Il Cocer Gdf sottolinea che "per la prima volta, a chi rischia la propria vita per la sicurezza della collettivita', contrastando ogni giorno la criminalita', si vuole corrispondere un aumento contrattuale pari a quello del pubblico impiego, senza tenere conto delle peculiari funzioni svolte. La norma sulla specificita' di impiego del personale del comparto, fortemente voluta dall'attuale compagine governativa, contrariamente alle promesse non porta nessun miglioramento economico". Per il Cocer della Guardia di finanza, "e' arrivato il momento di dire basta: le numerose promesse fatte nel corso degli anni da autorevoli esponenti di questo Governo non sono state trasformate in risultati concreti". Anzi, "con il Governo Prodi furono stanziate risorse di gran lunga superiori a quelle che oggi il Governo Berlusconi propone. Oggi, nonostante le promesse fatte, ci troviamo in una condizione estremamente peggiore e come tale assolutamente
inaccettabile".

mercoledì 16 settembre 2009

POLIZIOTTI E CARABINIERI, ALTOLÀ A BRUNETTA: «OFFENSIVO UN AUMENTO DI 40 EURO»


ROMA (16 settembre) - Poliziotti sul piede di guerra dopo il primo incontro con il governo per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza. Le risorse previste, denunciano i sindacati del settore, sono «assolutamente insufficienti» e, senza un'inversione di tendenza, le trattative non riprenderanno e ci sarà una mobilitazione generale. I rappresentanti delle Forze dell'ordine e delle Forze armate hanno incontrato oggi nella sede della Funzione pubblica il ministro Renato Brunetta e il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, che hanno messo sul tavolo del rinnovo una cifra che comporterebbe, secondo i calcoli dei sindacati, un aumento in busta paga di circa 40 euro mensili lordi. In pratica, il 60% in meno degli stanziamenti accordati dal governo Prodi per il precedente biennio economico. E questo, sottolineano, «dopo una manovra finanziaria che ha tagliato 3,5 miliardi di euro al comparto». Si tratta, secondo Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl ps, Coisp e Consap, di «una mancanza assoluta di serietà e credibilità da parte del governo verso gli operatori della sicurezza, dopo averne lodato in più occasioni con dichiarazioni pubbliche l'azione ed i risultati conseguiti. Se nella prossima Finanziaria non saranno previsti adeguati stanziamenti economici, coerenti con gli impegni formalmente assunti, e non si riscontrerà anche una netta inversione di tendenza anche in ordine alle modalità e ai tempi di gestione delle risorse disponibili, non siamo disposti ad avviare alcun confronto che veda la presenza dei sindacati di polizia al tavolo negoziale ed inizieremo, al contrario, una inevitabile stagione conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la difesa della propria identità e della specificità professionale».Sulla stessa linea i rappresentanti della polizia penitenziaria Sappe, Osapp, Sinappe, Cisl Fns, Fp-Cgil e Ugl, che parlano di governo «ostile e inaffidabile» e definiscono «offensivo» l'aumento proposto. I sindacati accusano anche l'esecutivo di «tentare di minacciare» le organizzazioni, visto che il ministro Brunetta ha sostenuto che «se la trattativa sul rinnovo non sarà chiusa entro la fine dell'anno, egli si riserva la facoltà di utilizzare la norma che gli consente di anticipare unilateralmente al personale l'80% della somma stanziata».Anche il Cocer carabinieri annuncia la «propria indisponibilità a proseguire gli incontri per il rinnovo alla luce delle risorse finanziarie assolutamente irrisorie messe a disposizione dal governo» ed esprime disappunto per il comportamento del ministro Brunetta «che ha limitato a pochi minuti la sua presenza» all'incontro.




Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno