giovedì 26 febbraio 2009

CONTRATTO, SI VA VERSO L'IPOTESI DI ACCORDO

La settimana di incontri alla Funzione Pubblica si chiude con la prospettiva, entro i primi giorni della prossima (probabilmente mercoledi' 4 marzo), di una ipotesi di accordo che dovrebbe essere consegnata alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze militari. Il SAP e la Consulta Sicurezza continuano a sostenere con determinazione la necessita' di chiudere presto e bene la trattativa. Oggi (26 febbraio) si e' discusso, tra l'altro, delle forme di partecipazione alle Commissioni previste dall'art. 26 del dPR 395/95. La delegazione del SAP a Palazzo Vidoni era guidata dal Segretario Generale Nicola TANZI.
Pubblicata il: 26.02.2009

mercoledì 25 febbraio 2009

CONTRATTO, AVANTI TUTTA ALLA FUNZIONE PUBBLICA

La settimana si e' aperta, come annunciato, nel segno delle trattative alla Funzione Pubblica. Le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari hanno presentato, a tavoli separati, ulteriori proposte e la controparte pubblica sta procedendo alle opportune valutazioni. Il Sap e la Consulta Sicurezza continuano a premere per una rapida definizione della parte normativa, al fine di corrispondere subito al personale quanto concordato nell'ambito della preintesa sull'integrativo della parte economica, relativa al precedente biennio. Nuovo aggiornamento a Palazzo Vidoni previsto per giovedi' mattina, 26 febbraio.
23.02.2009

venerdì 20 febbraio 2009

UNO STUDIO DELL’UNIONE EUROPEA PER COMBATTERE LO STRESS ED I SUICIDI NELLE FORZE DI POLIZIA



Come affrontare i problemi psicosociali e ridurre lo stress legato al lavoro
POLITICA PER LA GESTIONE DELLO STRESS NELLA POLIZIA FEDERALE BELGA

• Incentrata sulle occupazioni caratterizzate da elevati livelli di stress
• Misure sia preventive sia reattive attuate in modo logico e pratico
• Prevenzione dello stress incorporata nelle strategie per le risorse umane

Sintesi

Lo stress sul lavoro rappresenta un rischio per gli agenti di polizia (devono affrontare pericoli, aggressioni, situazioni negative, urgenze ecc.) e sono a volte esposti a eventi traumatizzanti capaci di generare situazioni di stress. Al fine di aiutare gli individui esposti a eventi traumatizzanti, la polizia federale belga, nel 1993, ha attuato una politica per la gestione dello stress e ha creato una «squadra anti-stress» responsabile della sua implementazione. Le missioni di questa squadra multidisciplinare consistono nella gestione dello stress posttraumatico, nella prevenzione dello stress, nell’informazione e nella formazione.

Contesto dell’azione

Philippe Bleus, professore dell’Università di Liegi, ci ricorda, «i servizi di polizia sono indubbiamente tra le occupazioni a rischio obbligatorio o a rischio aumentato, se si pensa che quei lavoratori devono assumersi determinati rischi per conto della popolazione e/o proteggere la popolazione stessa». A volte gli agenti di polizia sono esposti a eventi traumatizzanti che possono generare situazioni di stress. Pertanto, a partire dai primi anni ‘90, la gestione delle forze di polizia («gendarmerie») ha stabilito che «doveva essere fatto qualcosa», da un lato per aiutare questi individui traumatizzati e, dall’altro, per garantire che il proprio personale fosse «ben equilibrato» e quindi in grado di gestire situazioni difficili e «essere di esempio».
Questa decisione di agire coincise con l’arrivo di un nuovo direttore che voleva porre l’accento risorse umane, una strategia che deve andare di pari passo con una politica di gestione dello stress.
A parte queste situazioni di stress insite nei rischi che caratterizzano il lavoro di agente di polizia, fin dal 1998 i servizi di polizia belgi hanno avviato una riforma su grande scala, accompagnata da numerose modifiche radicali ai livelli strutturali e normativi. La riforma, introdotta dalla legge del 7 dicembre 1998, prevede un passaggio graduale dai tre servizi (polizia comunale, polizia giudiziaria e gendarmerie) a un «servizio di polizia strutturato su due livelli», composto dalla polizia federale e dalla polizia locale. La riforma è stata attuata il 1° gennaio del 2001, parte della gendarmerie e la totalità della polizia giudiziaria sono stati eliminati per creare la polizia federale. E, a partire dal 1° gennaio del 2002, la polizia comunale è stata trasformata nella polizia locale, con il graduale incorporamento dei lavoratori provenienti dalle ex brigate territoriali della gendarmerie.
Questo sistema a due livelli include circa 38 000 agenti di polizia distribuiti nell’intero territorio belga, con circa 10 000 agenti di polizia al livello della polizia federale e circa 28 000 agenti di polizia al livello della polizia locale (196 aree di polizia locali, che coprono uno o più comuni).

Obiettivi da raggiungere

Con la messa in atto, fin dal 1993, di una politica di gestione dello stress, l’obiettivo è stato quello di aiutare: • tutti gli agenti di polizia ad affrontare difficili situazioni psicosociali come la depressione e le tendenze suicide; • gli agenti di polizia esposti a eventi traumatizzanti.
A questa prima parte «reattiva», dedicata alla gestione dello stress posttraumatico, è stata aggiunta:
• una seconda parte maggiormente incentrata sulle misure preventive, con l’istituzione di servizi di formazione per la gestione dello stress,
• una terza parte finalizzata a conoscere meglio i fattori di stress istituzionali e organizzativi e i suoi effetti al fine di fornire le risposte adeguate. Si potrebbe aggiungere un obiettivo finale riguardante il servizio pubblico fornito da ciascun agente di polizia, in base al quale viene giudicata la polizia stessa.

Descrizione dell’azione

La politica per la gestione dello stress rientra nel quadro della strategia per le risorse umane sviluppata dalla polizia federale. Si tratta della materializzazione dello statuto interno per la «promozione delle relazioni interne basate sul rispetto reciproco e la contribuzione al benessere sul luogo di lavoro». L’implementazione della politica in materia di stress è affidata a una «squadra anti-stress», creata nel 1993. Si tratta di una squadra flessibile e multidisciplinare composta da un nucleo permanente di 17 persone (agenti, psicologi, assistenti sociali e specialisti delle comunicazioni; per il 10 % si tratta di agenti di polizia e per il 90 % di civili), in servizio 24 ore su 24. A seconda degli incarichi da svolgere e delle circostanze connesse, il nucleo può convocare altri specialisti come medici, esperti legali ecc.

Informazioni generali — L’introduzione di una dimensione psicosociale in un sistema caratterizzato da una tradizione militare richiedeva un cambiamento di mentalità da parte del personale. A tal fine, sono state attuate una costante promozione della consapevolezza e azioni di informazione, che sono ancora in corso, nell’ambito dell’istituzione al fine di sostenere il programma di azione.

Informazioni occupazionali — Dato che gli agenti di polizia devono affrontare il pericolo ed «essere di esempio», è importante che tutti, sulla base del loro ruolo e della loro posizione, reagiscano adeguatamente a fronte del loro stress e dello stress degli altri.
Pertanto, una brochure informativa sulla gestione dello stress è stata pubblicata e distribuita a tutto il personale (sono state distribuite oltre 20 000 copie). Inoltre, alcune direttive operative descrivono tutte le azioni e reazioni da attuare in caso di eventi gravi (disastri, presa di ostaggi ecc.) allo scopo di gestire lo stress di tutte le persone coinvolte nella situazione.

Gestione dello stress istituzionale — L’ambiente di lavoro produce fattori di stress propri che devono essere identificati per consentire una reazione. Pertanto la squadra anti-stress ha elaborato uno «strumento diagnostico» finalizzato a determinare le cause dello stress nelle diverse sezioni e unità: un questionario con oltre 200 domande. Tutti i componenti di una unità riempiono il questionario e le risposte rendono possibile valutare il livello di benessere o malessere prevalente nella sezione in esame. Sulla base dei risultati, registrati in un protocollo e presentati alla sezione oggetto di esame, diventa possibile ricercare e definire le soluzioni per le anomalie identificate. Inoltre, per prevenire le disfunzioni che sono causa di stress, la polizia federale ha sviluppato, a livello nazionale, svariate politiche per sostenere la politica di gestione dello stress: comunicazioni interne, modifiche della cultura di impresa, lotta all’alcolismo, miglioramento dell’ambiente di lavoro ecc.

Formazione per la gestione dello stress individuale — Essendo lo stress legato ai singoli individui, l’approccio prevede l’istruzione dei lavoratori riguardo alla gestione del proprio stress in occasione di un seminario di tre giorni sulla gestione dello stress. Questo seminario viene cogestito da uno psicologo, un istruttore e un medico. Il seminario è contenuto nel programma di formazione permanente di base per tutto il personale. Al seminario sono abbinate sessioni aggiuntive di follow-up individuale con lo psicologo, finalizzate ai partecipanti che si trovano ad affrontare un problema specifico.

Gestione dello stress post-traumatico — Nel caso di un evento traumatico, la squadra anti-stress fornisce sostegno psicologico in tempo reale, 24 ore su 24, per il membro del personale esposto all’evento. A tal fine, la squadra è dotata di mezzi di comunicazione e di veicoli propri, per intervenire in loco. Lo stesso vale per i casi di depressione grave, tentato suicidio ecc.

Risultati dell’azione

Tutte le azioni, preventive o reattive, danno luogo, se possibile, a una valutazione. Per esempio, un questionario viene inviato alle persone prese in carico dalla squadra anti-stress; l’80 % di queste persone ha dichiarato che in caso di necessità avrebbe fatto nuovamente ricorso alla medesima struttura.
Attualmente, le richieste di assistenza sono aumentate in misura considerevole, al punto che è stato necessario assumere assistenti sociali aggiuntivi. Analogamente, sotto la pressione esercitata dalla domanda, gli incarichi della squadra anti-stress si sono estesi alle vite private dei membri del personale.
L’azione della squadra anti-stress ha condotto al ritorno al lavoro di numerosi agenti di polizia che erano in congedo per malattia. Inoltre, negli ultimi anni è stata osservata una riduzione del tasso dei suicidi tra gli agenti di polizia.
Dovrebbe anche essere ricordato che nel 2001 il ministro degli Interni ha chiesto all’Università di Liegi di attuare uno studio sui rischi psicosociali e sullo stress da lavoro nella polizia. I risultati di questa indagine hanno evidenziato che nei casi nei quali il personale era stato bene informato in materia di gestione dello stress, la principale riforma dei servizi di polizia ha ottenuto meno effetti negativi (stress) di quanto era previsto.

Problemi affrontati e fattori di successo

Si possono citare i seguenti fattori tra quelli che contribuiscono al successo di questa operazione:
inserimento della politica per la gestione dello stress nella strategia complessiva per le risorse umane, la prevenzione e il benessere sul lavoro, con il sostegno degli uffici e delle sezioni interessati, che collaborano con sinergie reali;
• applicazione graduale della politica tra il 1993 e il 1996, dove ciascun passo viene attuato solo quando il passo precedente è stato completato;
• natura pratica della formazione.

Trasferibilità dell’azione

A partire dal 1995, numerosi servizi di polizia, in Belgio e in altri paesi, hanno mostrato interesse per la squadra anti-stress e l’hanno utilizzata come modello per creare formule analoghe nelle rispettive unità. Attualmente, la squadra antistress sta ricevendo richieste da altre organizzazioni per l’attuazione di determinate operazioni per loro conto.

Ulteriori informazioni
Eric Cobut
Federal Police
Internal Relations Department
47 rue Fritz Toussaint
B-1050 Bruxelles
Tel. (32-2) 26 42 61 45
Fax (32-2) 26 42 60 97
Sito web: ligneinfo.reformepolice@brutele.be

giovedì 19 febbraio 2009

PER LA CONDANNA PENALE NON BASTANO LE VERIFICHE SUI C/C

L’art. 32, comma 1, n. 2), D.P.R. n. 600/1973 contiene una presunzione legale di corrispondenza delle partite attive, risultanti da rapporti del contribuente sottoposto a verifica con gli istituti di credito, con i ricavi dell’attività di impresa o professionale, in assenza della dimostrazione che le stesse «non hanno rilevanza» ai fini della determinazione del reddito soggetto ad imposta.
La presunzione, peraltro, non opera in sede penale: il giudice di merito deve motivare in ordine alle ragioni per le quali i dati della verifica effettuata in sede fiscale sono stati ritenuti attendibili.
Infatti, «ai fini dell’individuazione del superamento o meno della soglia di punibilità di cui all’art. 5, D.Lgs n. 74 del 2000, spetta esclusivamente al giudice penale il compito di procedere all’accertamento e alla determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi o anche ad entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario» (sez. III 26.2.2008, n. 21213, De Cicco). Inoltre, ai fini dell’accertamento in sede penale, deve darsi prevalenza al dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura meramente formale che caratterizzano l’ordinamento tributario.
In sede penale, quindi, il giudice non può applicare le presunzioni legali, sia pure di carattere relativo, o i criteri di valutazione validi in sede tributaria, limitandosi a porre l’onere probatorio in ordine alla esistenza di costi deducibili a carico dell’imputato. Deve, invece, procedere di ufficio agli accertamenti del caso, eventualmente mediante il ricorso a presunzioni di fatto.
(Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 06/02/2009, n. 5490)

http://www.ilquotidianoipsoa.it/

mercoledì 18 febbraio 2009

Da un amico siciliano una riflessione sulla vicenda Sarda.

Un marziano che doveva essere eliminato
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Non conosco bene la realtà dei partiti sardi ma non ci vuole molto a capire che Soru è stato "posato" dalla nomenclatura del PD che, o non è andata a votare, oppure ha votato Cappellacci. La realtà della regione sarda diretta da Renato Soru era una anomalia: niente legislazione ad personam per gli amici, niente privatizzazioni fatte per creare consigli di amministrazioni e stipendi da nababbi ai "managers", maniacale tutela dell'interesse pubblico (tasse aggiuntive per i miliardari della Sardegna usa e getta). Insomma sono stati anni di assoluto digiuno per coloro che vedono nella regione il mezzo di rapidi arricchimenti attraverso stravolgimenti disinvolti di principi essenziali del diritto.Il modello giusto è quello della Calabria di Lojero o al massimo della Toscana di Martini stretta in un reticolo di società figlie di un stagione di privatizzazione. Per capire quanto Soru fosse una sorta di marziano dentro gruppi dirigenti della politica sostanzialmente portatori degli stessi interessi basti pensare allo scontro sul piano regolatore. Con Soru viene sconfitta la speranza di un rinnovamento radicale delle Regioni che costeranno sempre di più e saranno i fortilizi di oligarchi di destra o del PD. Per avere idea di quello che ci aspetta vi consiglio di esaminare le leggi approvate dall'assemblea regionale calabrese o di quella campana.
Il federalismo che ci aspetta sarà quello degli epigoni di Bassolino, di Lojero, di Cuffaro....... nuove tasse, niente servizi, un esercito di supermanagers, spese sempre più folli per il personale politico.

Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale: audizione del professor Tommaso Di Tanno