mercoledì 4 gennaio 2012
L'incontro galante tradisce il re delle truffe finanziarie, arrestato dalla GDF di Torino
Inseguito dai creditori, era riuscito a dileguarsi: aveva 13 milioni di buone ragioni per sparire. Ma l’appuntamento con una donna gli ha portato sfortuna: Vittorio Bertinetti, 48 anni, ex promotore finanziario per Monte dei Paschi di Siena, è stato arrestato lunedì dai finanzieri del Gruppo Torino. I militari del colonnello Marco Grazioli avevano in mano l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Federica Bompieri. Una quindicina di pagine, sufficienti a riassumere le gesta del broker, figlio del macellaio e nipote del sindaco di Castiglione, cittadina dove aveva aperto lo studio in via Torino 194. A quell’indirizzo, però, non si è fatto vedere da tempo. A luglio, svariati creditori avevano assediato l’ufficio, poi perquisito anche dai carabinieri di Chivasso, in seguito alla denuncia di un «bidonato». Da quel momento, era svanito. Numero di telefono «non attivo». Aveva un’altra scheda sim, intercettata dai finanzieri. Così, i militari sono arrivati all’appuntamento fissato con una donna, l’altra sera a Torino.
Bertinetti era in fuga da luglio, ma il tracollo risale a fine settembre, quando il tribunale di Torino ha dichiarato il fallimento della ditta individuale di Bertinetti, sui richiesta del procuratore aggiunto Vittorio Nessi. Dal fallimento all’ipotesi di bancarotta il passo è stato breve. In mano agli inquirenti c’erano montagne di querele, per un «buco» da 13 milioni di euro.
Soldi incassati da clienti anche dopo il 31 maggio, data della revoca del mandato di Montepaschi legata proprio a segnalazioni sul comportamento di Bertinetti. Irregolarità di vario genere, da assegni fatti all’insaputa degli interessati, a bonifici giustificati con operazioni finanziarie mai avviate, a documentazione fasulla per simulare l’apertura di conti titoli inesistenti.
Pure la Consob aveva sospeso il broker, anche se la decisione era arrivata a fine novembre come conseguenza della segnalazione di Montepaschi di metà giugno, integrata da altra documentazione su operazioni «tarocche» inviata alla Commissione a metà agosto. In quel provvedimento, i «malaffari» di Bertinetti erano quantificati in quasi 9 milioni di euro. A ricostruire il resto, ci ha pensato la procura, che ha accertato manovre finanziarie anche dopo la revoca del mandato di Montepaschi. Una cinquantina di clienti del broker ha messo nero su bianco le proprie lagnanze, con dovizia di particolari sulle modalità dei «bidoni» e sul comportamento di Bertinetti. C’è chi ha perso i risparmi di una vita, una coppia addirittura 3 milioni e 600 mila euro. Ma ci sono anche gruppi familiari che avevano fatto una sorta di colletta per fare «massa critica», sperando in un guadagno maggiore. Tutto in fumo.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/436826/
martedì 3 gennaio 2012
Bechis' Blog: Proposta choc nelle mani di Monti: abolire la Guar...
Bechis' Blog: Proposta choc nelle mani di Monti: abolire la Guar...: Proposta choc nelle mani di Monti: abolire la Guardia di Finanza
Sequestrati 500 chili di botti - Operazione della Finanza: tre titolari di negozi cinesi denunciati alla procura
Si chiamano Viper 11, Magnum Lv, Zeus, raudo Manna. Botti di fine anno che recenti norme legislative hanno inserito nella categoria dei materiali esplodenti pericolosi e che, proprio per questo, devono essere venduti solo nei negozi appositamente autorizzati e a persone maggiorenni.
Non era così, però. E in Canavese, la guardia di Finanza ha sequestrato mezza tonnellata di fuochi artificiali e denunciato alla procura della Repubblica di Ivrea i titolari di tre esercizi commerciali cinesi. Il reato contestato è commercio abusivo di materie esplodenti.
I controlli della Finanza sono stati diversi, in vari negozi del territorio e in tre esercizi commerciali a Ivrea, Montalto Dora e Caluso, sono stati sequestrati oltre diciassettemila petardi pronti per la vendita senza che gli esercenti fossero muniti della prescritta licenza di pubblica sicurezza.
E non c’erano soltanto i Viper 11 e i fuochi d’artificio considerati pericolosi.
I militari hanno infatti anche trovato anche dei Vulcano, Bengale, Pioggia, Fontana, Titanic e Tridente che, pur rientrando nelle categorie di prodotti esplodenti di libera vendita, sono stati trovati ammassati in quantitativi di gran lunga superiori a quelli consentiti dalla legge a tutela delle persone (attualmente 25 chilogrammi).
E non è tutto. Secondo la Finanza, i negozi non avrebbero neppure rispettato la norma che prevede la vendita dei fuochi artificiali solo a cittadini maggiorenni.
Maneggiare i botti di Capodanno è azione da fare con estrema cura. Ogni anno (purtroppo) si contano in Italia feriti e incidenti per una tradizione tanto radicata, quanto pericolosa. E, ogni anno, nonostante le norme per la detenzione e la vendita dei botti sia chiara, i controlli evidenziano sempre molte (troppe, purtroppo) situazioni irregolari.
Parlamento europeo: si discute dei diritti per i militari
Roma, 2 gen - La Sottocommissione per la Sicurezza e la Difesa del Parlamento Europeo ha organizzato un'audizione ubblica per il diritto di associazione all'interno delle Forze armate in Europa. Considerando la vasta gamma di status giuridici e i diritti del personale militare in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, l'audizione era finalizzata a presentare un quadro comparativo e globale dei diversi aspetti implicati nel diritto di associazione quando applicato al personale militare in Europa.
Tre presentazioni sono state consegnate in un unico pannello da Mr. Emmanuel Jacob, Presidente di EUROMIL, il sig. Bernhard Gertz, Presidente Onorario della associazione tedesca DBwV, e il sig. Emilio Ammiraglia, presidente dell'associazione italiana AS.SO.DI.PRO.
E' stata evidenziata la base giuridica internazionale per il rispetto del diritto di associazione , nonché la necessità di un'armonizzazione a livello europeo. EUROMIL sta cercando di ottenere un riconoscimento generale del diritto di associazione dei militari in tutta Europa, al fine di avere una giusta rappresentanza e difesa delle condizioni sociali dei nostri soldati e delle donne.
Il sig. Jacob ha sottolineato l'evoluzione del ruolo dei soldati, da combattenti a mediatori. Di conseguenza, ai soldati dovrebbero essere concessi almeno gli diritti che essi difendono. I soldati sono cittadini in uniforme e dovrebbe avere il diritto di associarsi e di discutere questioni di interesse comune.
Il diritto di associazione dei militari non pregiudica l'autorità militare, non interrompe la catena di comando e non vi è perdita di efficienza militare o di disciplina nei paesi che hanno concesso il diritto di associazione per i loro soldati. Al contrario, le associazioni militari e i sindacati hanno un ruolo importante da svolgere come partner per la difesa delle amministrazioni.
Di seguito il video dell'audizione con gli interventi di numerosi parlamentari.
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